Alfonso Gatto, il poeta e la città

Alfonso Gatto, si sa, è il poeta di Salerno. “Salerno rima d’eterno”, è un verso di una poesia dedicata alla sua città. Per questo, ma non solo, la Fondazione “Alfonso Gatto” e il Comune di Salerno hanno dedicato al poeta salernitano un festival internazionale di poesia e letteratura dal titolo:IL POETA E LA CITTA’: Voler partire voler tornare, giunto alla seconda edizione.Missione della Fondazione- dice il suo presidente Filippo Trotta-  è la diffusione dell’opera di Alfonso Gatto con particolare attenzione alla produzione letteraria minore, attraverso raccolte e curatele di materiali inediti;  l’organizzazione e presentazione di eventi culturali dedicati all’opera del poeta”. Nel corso dei sei anni di attività la Fondazione ha curato e promosso iniziative in collaborazione con enti e organismi pubblici. In particolare con: MINISTERO DEI BENI CULTURALI, PROVINCIA DI MILANO, REGIONE CAMPANIA, PROVINCIA E COMUNE DI SALERNO; UNIVERSITÀ CATTOLICA, UNIVERSITÀ DI FIRENZE, UNIVERSITÀ DI PAVIA, UNIVERSITÀ DI SALERNO, ISTITUTO DI CULTURA ITALIANA SAN FRANCISCO. La Fondazione ha sede a Salerno presso il complesso dell’ex Convento di San Lorenzo, sito in via De Renzi, in locali messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale. Alfonso Gatto è una figura molto amata dalla città di Salerno. La sua limpida voce poetica ha celebrato della città gli angoli nascosti e l’immagine nota. Nomade e irrequieto, il suo lavoro per decenni ha incrociato  ampi movimenti culturali in diverse città italiane. Con Vasco Pratolini fondò la rivista” Campo di Marte”, partecipò alla Resistenza e a quegli anni dedicò numerose testimonianze poetiche e, negli anni successivi al dopoguerra il suo impegno politico si scontrò con l’ortodossia delle idee di sinistra cui aveva aderito. Intensissima la sua produzione letteraria come quella giornalistica: fu direttore di” Settimana” , poi co-direttore di “Milano-sera” ed inviato speciale dell’Unità. Vinse numerosi concorsi letterari: “Savini” (1939), “St. Vincent” (1950), “Marzotto” (1954), “Bagutta” (1955) e fu inoltre critico e scrittore di testi per l’infanzia. Le sue opere sono state pubblicate da numerose case editrici, Guanda, Vallecchi, Mondadori e case editrici minori. A tale gigantesco profilo negli anni a Salerno sono state dedicate innumerevoli iniziative: premi di poesia, convegni, incontri, omaggi; raramente però esse hanno conquistato un respiro nazionale e internazionale come la figura di Gatto meriterebbe. Il progetto IL POETA E LA CITTA’ della Fondazione Alfonso Gatto, aspira a colmare tale lacuna. Il Festival prevede la partecipazione di poeti, scrittori, musicisti, e artisti in genere tra i più importanti e rappresentativi del circuito nazionale. La proposta è originata dal desiderio di presentare, nel modo più ampio possibile, l’attuale realtà della artistico – letteraria  contemporanea. Il Festival ha come tema la cultura come luogo d’incontro e testimonianza di linguaggi, razze, paesi. Articolato nell’arco di alcune settimane, da dicembre di quest’anno all’estate 2014, il Festival prevede la testimonanza di numerosi artisti,  reading poetici, seminari di scrittura, eventi di spettacolo, mostre, laboratori di scrittura creativa, concerti. Il progetto prevede l’occupazione “poetica” della città con infopoint, proiezioni, conferenze, affiches, manifesti, maximanifesti, totem, striscioni,  locandine, bookshop, distribuiti in varie aree della città. ”Una iniziativa lodevole- ci dice il prof. Francesco D’Episcopo,  docente della Federico II di Napoli, che vive a Salerno proprio nei pressi dell’abitazione in cui dimorò il poeta, tra i maggiori studiosi di Alfonso Gatto-; un’iniziativa che colma un vuoto e si riappropria del poeta salernitano che maggiormente ha onorato la sua città”.

 

Antonio Corbisiero

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