Basso Continuo

“Cara Olga, oggi 17 ore 7 fucilati innocenti. La mia salma si trova di qua dal fiume di qua della scuola dove sta Albegno. Tu puoi prendere la mia salma anche a Mezzogiorno di oggi.

Vittorio Tassi “

 

Così esordisce il racconto “I Perdenti“ di Renzo Cigoi, così leggono i miei occhi, così la mia mente rimane immobile. Ciò che colpisce è la semplicità della morte, un evento scontato, un biglietto sgualcito nelle  mani di una donna che ritira il corpo del marito come un pacco postale. Il “cara” a sottolineare un legame affettivo che sarà interrotto da lì a poco. Innocenti muoiono oggi, la guerra se li porta via come foglie secche sul fiume della Patria, della Nazione, della Vittoria. Rigagnoli rosso sangue ridono di giovani invaghiti dall’ideale, spronati dalla sete di Gloria, annebbiati dall’oppio dell’ipocrisia aristocratica. Uomini maturi imbracciano un fucile, camminano nel fango e ogni tanto sentono “ Splash! Splash! I corpi dei propri compagni cadere nel fiume” …”Era come essere in un macello asiatico dove gli animali appena scannati respiravano ancora…”. Crude immagini di “Basso Continuo” immortalano disperate carcasse umane mandate a morire come mosche sullo sterco ancora caldo della Russia lontana, senza motivazione, senza ordini precisi, senza ideologia. Per respirare questo fetore bisogna attraversare le “grise”: “distesa di tombe al cielo aperto… sono le voragini delle foibe: fosse comuni senza lapidi né nomi… . La montagna della morte grida silenziosa contro un cielo azzurro e lo maledice per la sua bellezza.” Il Carso ingoia tutto, corpi, ricordi, rimorsi. La semplicità delle espressioni contrasta con una sana consapevole filosofia di pensiero. Purezza di idee raccontante da personaggi semplici, attraversano le pagine di questa preziosa raccolta di memorie. Struggenti descrizioni della natura addolciscono i tratti crudi e violenti della narrazione,  piccoli quadretti appesi ai muri della malinconia. La pietà non esiste. ”Favola” è una stupenda metafora dell’olocausto. I corpi dei piccoli abeti nella macchia boscosa vengono trucidati brutalmente da asce affilate. Creature morenti accatastate una ad una in una specie di bara comune  viaggiano verso la morte. Crocifissi nelle piazze adornate a festa. Rinchiusi in case soffocanti per il sorriso prepotente di bambini capricciosi. Bruciati nei camini, mentre il fumo sale e fiocchi biancastri dipingono il blu. Tu, piccolo abete volevi risvegliarti sereno nella tua foresta ed invece vaghi senza meta trasportato via dal vento della violenza umana.

Renzo Cigoi, poeta e narratore, vincitore di prestigiosi premi di narrativa e di poesia italiani, è stato finalista al Premio Calvino con il suo romanzo inedito Biblion. Sue poesie e racconti sono stati tradotti e pubblicati in sloveno, romeno, russo e francese.

Federica Bignardi

 

Basso continuo e altri racconti di Renzo Cigoi

(Edizioni Opposto, Roma. € 14,00)

www.opposto.net 

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