Bologna Children’s Book Fair, si conclude oggi la 54esima edizione

DI MICHELA BENNICI

A livello mondiale, è l’appuntamento più importante per l’editoria per ragazzi. La 54esima edizione della Bologna Children’s Book Fair si conclude oggi, 6 aprile, dopo tre intense giornate ricche di appuntamenti, incontri, novità. I numeri del 2016 parlano chiaro: oltre 20 mila metri quadrati, 1.200 espositori provenienti da oltre 75 Paesi del mondo, 26mila professionisti del settore che raggiungono i padiglioni di BolognaFiere ogni anno per fare il punto sulle ultime tendenze editoriali e digitali. E che confermano lo stato di salute del settore dell’editoria per bambini e ragazzi, preceduto da un segno positivo anche lo scorso anno, +5,3% secondo i dati dell’AIE (Associazione Editori Italiani).

Tra gli appuntamenti più importanti, certo c’è stata la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio Strega Ragazzi e Ragazze, che ha visto vincere Muschio (Il Castoro) di David Cirici, nella categoria +6, e L’estate che conobbi il Che (Rizzoli) di Luigi Garlando, nella categoria +11.

Per il secondo anno è stato poi confermato il padiglione Bologna Digital Media, dedicato alla sperimentazione di nuovi linguaggi applicati all’editoria per ragazzi. “Quest’anno lo spazio ha accolto ancora più espositori e ancora più incontri”, ha sottolineato Elena Pasoni, Exhibition Manager, ai microfoni di Rai Radio 3 lunedì 3 aprile, “e c’è una novità interessante, che sono le App in realtà aumentata, un ponte vero fra il libro di carta e il mondo digitale. Si tratta di App che funzionano solo in abbinamento al libro: attraverso l’obiettivo dello smartphone o del tablet si possono inquadrare i personaggi del libro, che si staccano, prendono vita e accompagnano il lettore in altri mondi, in altre avventure. Il tema è fondamentale perché probabilmente decreterà la fine della querelle un po’ sciocca del “vince la carta o vince il digitale”.

Tra i padiglioni della Bologna Children’s Book Fair quest’anno si è celebrato anche un compleanno molto importante per l’editoria italiana: i trent’anni della collana di Salani “che ha fatto leggere anche i bambini che non leggevano e gli adulti che non leggevano i libri dei bambini”: Gl’Istrici. Con i suoi 257 titoli, numerosi premi, diverse ristampe e otto milioni di copie vendute, la collana racconta di una storia di successo che continua il suo cammino. E mentre sui social l’evento è stato festeggiato con l’hashtag #IlMioIstrice e i selfie dei lettori con i propri istrici del cuore, in occasione della Fiera di Bologna sono tornati in libreria, con nuove copertine, classici senza tempo che hanno fatto sognare bambini di tutto il mondo: La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl, Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren, La storia infinita di Michael Ende, L’occhio del lupo di Daniel Pennac, L’isola del tempo perso di Silvana Gandolfi, C’è nessuno? di Jostein Gaarder, L’uomo che piantava gli alberi di  Jean Giono e Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda. Riedizioni illustri, ma anche nuove pubblicazioni per la casa editrice Salani, che ha portato in fiera alcune novità interessanti, tra cui la fiaba di Giuseppe Conte Amarella.

 

Michela Bennici

 

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