Casarsa. Un uomo

 di Edoardo Monti

Questo volume si presenta, nelle parole del suo autore, come un compendio delle interviste e delle testimonianze ch’egli ha raccolto in Friuli nell’arco di dieci anni. Oggetto dell’indagine, una delle fasi più importanti della vita e della formazione di Pier Paolo Pasolini: quella giovinezza trascorsa a Casarsa, durante la quale iniziò a prender forma la sua poetica ‘popolare’, assieme ai primi turbamenti interiori.

In una sorta di involontaria narrazione corale, il lettore vede scorrere le immagini evocate da persone che furono più o meno vicine alla famiglia  dello scrittore – originaria in parte del luogo. Attraverso la loro voce, l’uomo Pasolini è di volta in volta analizzato sotto la lente d’uno specifico argomento (che dà il nome a ciascuno dei capitoli). Le radici familiari, le primissime letture, gli anni difficili della guerra, la scoperta tormentosa delle proprie pulsioni erotiche. E sullo sfondo, il rapporto con la ‘materna’ cultura casarsese che tanta parte avrà nell’opera pasoliniana (basti pensare alle poesie che Pier Paolo scriverà in friulano).

Conclude il ‘viaggio’ di Nosella, ovviamente, anche qualche accenno alla successiva esperienza romana di Pasolini, che dette inizio a una diversa fase dell’esistenza quotidiana e artistica dello scrittore. Fino al drammatico epilogo che tutti conosciamo, del quale si è discusso già ampiamente in altre sedi.

Gianfranco Nosella

Casarsa. Un uomo

Campanotto, 2017

pp. 224, Euro 25,00

 

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