C’eravamo tanto odiate

di Nico Parente

Due dive, due icone intramontabili che hanno segnato un’epoca e intere generazioni. Nei rispettivi angoli Anna Maria Cecilia Sophia Kalos, in arte Maria Callas, e Renata Tebaldi. Di origine ellenica la prima, italianissima l’altra, le due soprano hanno generato un vero e proprio fenomeno mass-mediale contribuendo, con la loro rivalità (più volutamente generata da pubblico e ammiratori che realmente esistita), a dar vita a un fermento culturale legato alla lirica e ai teatri e meticolosamente ripercorso da Francesco Canessa. Il saggista, giornalista e organizzatore culturale confeziona un’interessante e mancante opera (è il caso di dirlo) che analizza come le due maggiori cantanti della storia abbiano contribuito, attraverso le loro incantevoli doti canore e le loro iconiche figure simbolo di un’epoca, a far recuperare all’Italia quell’immagine di paese d’Arte e Cultura annientato dal conflitto. A contendersi il merito due artiste tanto simili quanto agli antipodi: simbolo della classicità l’una, vera e propria rivoluzionaria l’altra, la Tebaldi e la Callas si fronteggiano, calcando prestigiosissimi palchi, e mobilitando vere e proprie masse nei teatri del mondo, come testimoniano le rare foto che compongono l’appendice fotografica che impreziosisce il volume, scritto da un testimone di quell’eterna rivalità che ancora echeggia nei teatri e negli animi dei patiti della lirica e dell’opera. Canessa racconta, servendosi di documenti, episodi e personali esperienze, quel tempo e quell’ambiente in cui questa sfida ebbe inizio.

Francesco Canesa

C’eravamo tanto odiate

La conchiglia, 2018

pp. 185, Euro 18,00

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