Cresce la spesa per i libri, ma non recupera rispetto al passato

Nel corso del  Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri tenutosi a Venezia dal 24 al 26 gennaio, Angelo Tantazzi,  Fondatore e Presidente di Prometeia, ha evidenziato come negli ultimi 10 anni si sia verificato un netto calo delle spese in valore per libri, giornali e riviste e cancelleria da parte famiglie.

Rispetto al 2007  infatti la spesa per i libri è calata nel 2017 del 22%; dal 2015 il mercato dei libri è in ripresa ed è prevista una crescita anche nel biennio 2017-18; tutta via gli incrementi sono contenuti (+256 milioni di euro cumulati tra 2015 e 2017) e  purtroppo allo stesso tempo continua a ridursi la propensione alla lettura.

Il dato va letto anche alla luce del fatto che i prezzi al consumo dei libri sono aumentati nell’ultmo decennio, e in misura inferiore all’inflazione generale: tra il 2005 e il 2017 i prezzi dei libri sono aumentati del 14,5% (l’inflazione del 20%). Nel 2017 i prezzi dei libri si sono rafforzati confermando la ripresa iniziata nel 2014 dopo un triennio precedente stazionario.

Nel 2017  è proseguita la ripresa della spesa per beni e servizi per il tempo libero e la cultura, ad un tasso superiore di quello dei consumi totali. La maggiora dinamicità l’hanno registrata le voci di spesa legate alle vacanze e agli spettacoli e servizi culturali-ricreativi.

Anche il consumo dei libri, sostenuto dalla varietà dell’offerta e dalle trasformazioni del settore distributivo (es. la vendita digitale, e le iniziative come i bonus cultura), vede prospettive positive, ma il trend non colma il gap con i livelli pre crisi del 2007.

 

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