Dentro l’acqua, il ritorno di Paula Hawkins

di Irene Multari

Tutto comincia quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra.  Julia Abbott è così costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: tornare nella soffocante cittadina della loro adolescenza, luogo per lei di sofferenza, di brutti ricordi e ambiguità.

In questa cittadina il fiume è il centro di tutto. L’acqua è l’elemento principale, quella che attrae e spaventa gli abitanti di Beckford. E Nel Abbott, scrittrice e fotografa, non è un’eccezione. Ne è dipendente, fin da quando era bambina, fin da quando ne ha memoria, quello è sempre stato il suo posto preferito. Ci nuotava sempre, all’alba e al tramonto, in qualsiasi stagione, anche con il freddo lei era sempre lì. Per lei era fonte di ispirazione e tranquillità, non c’era stato giorno nella sua vita in cui non fosse entrata in acqua. Aveva un legame speciale e ne era ossessionata anche per il lugubre mistero che si cela dietro al canale.

Questo, chiamato “Stagno delle Annegate” è un luogo sinistro dove, un tempo, venivano gettate le streghe. E dove, adesso, finiscono per annegare donne «che causano problemi».

Ed è questo che si pensa di Nel, che polizia e abitanti di Beckford pensano, che si sia suicidata esattamente come le altre donne prima di lei.

L’unica a non crederci è sua sorella Jules, che per quanto negli ultimi anni fosse in pessimi rapporti con Nel, non crede neanche per un secondo alla storia del suicidio perché in fondo lei la conosceva meglio di chiunque altro.

Ma allora qual è il segreto che si cela dietro la sua morte? Qual è il segreto che si cela dietro la morte di tutte le altre donne? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato?

La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

 

Paula Hawkins torna con un altro capolavoro. Un romanzo corale, che ricorda il suo precedente successo “La ragazza del treno”, ma arricchito con molte più voci e molti punti di vista.

È proprio questa la caratteristica che più mi rapisce di questa autrice, come riesce a creare armonia scrivendo un romanzo, corale, composto quindi da tanti frammenti di diari. Ogni singolo pensiero si incrocia con gli altri fino a creare un quadro generale. La storia è scorrevole, la suspense è altissima.

 

Non fidarti di una superficie troppo calma.

Lascia che l’acqua ti racconti la sua storia.

 

Dentro l’acqua

Paula Hawkins

Piemme, 2017

pp.372 Euro 18,50

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