Fino al 24 gennaio a Rancate la mostra sulla lettura “Leggere, Leggere, Leggere”

Dal 18 ottobre al 24 gennaio 2016 la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate, nel Canton Ticino, ospita la mostra Leggere, leggere, leggere, che racconta il piacere della lettura (di libri, riviste, giornali, lettere…), attraverso opere del tardo Ottocento di artisti italiani e ticinesi e una selezione di foto di Ferdinando Scianna, importante fotografo contemporaneo italiano.

Questa grande mostra (oltre 80 tele e sculture di qualità superba), curata da Matteo Bianchi, racconta una delle più importanti rivoluzioni dei nostri tempi, avvenuta nel silenzio di case e scuole: la rivoluzione della lettura. Che significò non solo l’accesso all’informazione, ma anche e soprattutto la possibilità di mantenere un contatto con familiari lontani, con fidanzati al fronte o emigrati, senza dover ricorrere alla mediazione del parrocospesso l’unica persona del paese ad essere in grado di leggere e scrivere.

Ma anche e soprattutto il piacere della lettura: dalla Bibbia al romanzo d’amore o di avventura e a tutte le diverse sfumature che leggere assume anche a livello di significato e di condivisione del contenuto.

“Dal momento che non si può fotografare la letteratura ho deciso di immortalare chi legge […]. Per me fotografo, o almeno per il tipo di fotografia che amo e che cerco di praticare, la realtà è quindi un infinito libro da leggere e rileggere”, così descrive le sue opere Ferdinando Scianna.

Punto di partenza della rassegna è Albert Anker (1831-1910), il più amato e conosciuto fra i pittori elvetici, a cui si dedica un’intera sala, che riassume e illustra la funzione della lettura attraverso le varie generazioni e la diversità dei supporti, dal libro al giornale, dal documento alla lettera.

Fra gli artisti ticinesi l’esposizione propone dipinti di Preda, Monteverde, Feragutti Visconti, Berta, Franzoni, Chiesa, Luigi Rossi.

Tra gli italiani, troviamo opere importanti di Induno, Cabianca, Cremona, Ranzoni, Mosè Bianchi, Morbelli, Nomellini, Sottocornola, Paolo Sala, Corinna Modigliani e naturalmente di macchiaioli come Zandomeneghi.

Importante percorso della lettura, quindi, dall’Ottocento fino ai giorni nostri.

La lettura vista dalle più svariate sfaccettature, dentro i diversi stili di pittura, e il filo conduttore passa attraverso la cultura, che unisce Svizzera e Italia, che geograficamente sono divise, ma che culturalmente sono sempre intrecciati da legami stretti.

E si racconta con le immagini quella rivoluzione contro l’analfabetismo: battaglia silenziosa, per concedere a tutti di saper leggere e scrivere e ma anche far di conto.

Dobbiamo ricordare che nell’Ottocento in Svizzera, erano vigenti leggi che avevano l’obbligo all’istruzione.
Mentre nella nostra Italia dello stesso periodo il tasso d’analfabetismo superava oltre il 77%.

In Lombardia, grazie alla lungimiranza di San Carlo Borromeo, che impose dapprima una preparazione agli insegnanti, che dovevano poi trasmetterla anche ai giovani.

Naturalmente per i figli delle famiglie nobili erano pensati studi completi ad opera di frati Gesuiti, per il sesso maschile, mentre per le femminucce, gli studi erano gestiti dalle suore Orsoline.

Per i figli di contadini operai e artigiani si proponevano studi di domenica, a cui potevano partecipare anche gli adulti analfabeti.

E all’occorrenza vi erano poi per le famiglie, che potevano permettersi precettori privati, che provvedevano all’insegnamento presso le loro abitazioni.

La lettura cambia anche lo stile di vita, non è più solo una necessità di istruzione, diventa un piacere, uno svago.

La lettura viene rappresentata in svariate forme, dalle lettere d’amore, alle lettere dal fronte, dalle notizie di guerra portate alle famiglie, ma anche il piacere di leggere un romanzo, il copione da parte di un’attrice di teatro, per passare alla lettura all’aria aperta…

Importante e non scontato percorso, che ci illustra il grande passo a cui siamo arrivati oggi e che ci consente una totale libertà, perché l’istruzione e la cultura rendono l’uomo libero.

(Ilaria Duranti)

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