Fuori si gela

di Lucia Gandolfi

In questi racconti l’amore non è un tuo amico, rassegnati e passa oltre.

È un libro dove la forza sta nel non arrendersi, nel cercare, tra una sconfitta e l’altra, di andare avanti, di rialzarsi ancora una volta. La scrittura è asciutta, carveriana direi.

Rabbia o rassegnazione: in questi nove racconti ognuno dei protagonisti ha oltrepassato quel punto di non ritorno, ognuno di loro non ha saputo leggere la realtà dentro di sé, non ha saputo cogliere quei segnali che inevitabilmente li ha trascinati lontano da dove avrebbe voluto essere.

Passavo ore a guardare questa regina che dominava in bellezza su qualsiasi altra. All’inizio non capivo cosa ci fosse di speciale ad attrarmi, a inquietarmi così profondamente da non farmi dormire la notte. Poi lo capii. La regina non durò una settimana, venne sbranata. La precarietà delle cose inutili, buone solo per essere belle.

La realtà è cruda, brucia gli occhi: lacrimano. L’amore è un sentimento crudele e capriccioso, non si accompagna a chiunque. A qualcuno si concede a molti si nega.

Il marito di Ivonne è un bell’uomo, in pensione, il tempo libero lo trascorre all’aria aperta, perché in casa con sua moglie in quelle condizioni non è più vita. Da quel fatidico 8 aprile di undici anni fa, quando a Ivonne hanno diagnosticato una demenza frontotemporale. Ho immaginato mia moglie farsi lunghi viaggi nello spazio e, per un bel po’, quando Ivonne ha attaccato con la resurrezione della sorella poliomielitica ho pensato che avesse messo in moto la sua macchina del tempo, un bel bestione classe S, e che quell’ammasso di carne che mi parava davanti agli occhi fosse in realtà un enorme, inafferrabile ologramma. Mi spiace mia moglie non è qui: è in viaggio frontespaziotemporale. E, invece, quella donna è ora un essere urlante improperi che ingoia indistintamente sia i biscotti che il telecomando.

La vita è una corsa sull’autobus ad ogni fermata salgono e scendono persone differenti: quel giorno l’unica passeggera era Dana quando arrivò alla sua fermata Jack, il conducente, la lasciò scendere, richiuse le porte dell’autobus con un gesto lento, calcolato, lasciandole il tempo di vedere per l’ultima volta il suo sorriso, un sorriso fiducioso, complice, il generatore di energia che le permise di continuare a camminare a testa alta verso l’ingresso.

Il lettore più smaliziato lo capisce dal titolo che tipo di libro leggerà, ma può stare tranquillo e accettare la sfida: l’avversario è forte, non ha ancora perso un incontro, è onesto e i suoi pugni d’acciaio te li piazzerà tutti sopra la cintura… devi solo resistere per nove round. Buona lettura.

 

Debora Omassi

FUORI SI GELA

Fernandel editore, 2016

pp 167, euro 13,00

 

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