Gli “anni di piombo” in un noir

di Giulia Ciarapica

È in libreria “La notte della rabbia” (Einaudi), il recente romanzo di Roberto Riccardi

Il destino degli uomini passa sempre attraverso le fauci della Storia, da cui nessuno, mai, esce indenne. Il peso della memoria grava su di noi, essere umani insicuri ma combattivi, intenti ad analizzare un presente che spesso non ci spieghiamo, problemi a cui non riusciamo a trovare una soluzione che soddisfi la moralità e il nostro personale senso della giustizia.

È esattamente quello che succede al colonnello dell’Arma  Leone Ascoli, protagonista dell’ultimo  noir di Roberto Riccardi  (La notte della rabbia, Einaudi),  anch’egli colonnello dei carabinieri oltre che scrittore di successo.

Ci troviamo nella Roma degli anni ’70, precisamente nel 1974: il professor Claudio Marcelli, stella promessa del panorama politico nazionale, è stato rapito dai terroristi delle Sap; ad indagare su questa drammatica vicenda è proprio il colonnello Ascoli, con l’aiuto del fido giudice Antonio Tramontano. La complessità, nonché la delicatezza della questione non aiutano il corso delle indagini, salvo il fatto che esiste una testimone, la famosa scrittrice Lucia Rivelli.

Nonostante i nomi dei personaggi e i numerosi elementi di invenzione, siamo di fronte ad uno scenario che in parte conosciamo già, la Storia – per l’appunto, quella di cui sopra – ci rivela che lo sfondo dell’azione è quello degli Anni di piombo. Non fatichiamo ad intuire che l’identità di Marcelli – consulente per la riforma del codice penale del ministro della giustizia – nasconde delle somiglianze con quelle dell’onorevole Aldo Moro, rapito e poi ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978. Insomma, Riccardi è sì un ottimo narratore, ma è anche uno scrittore che riesce ad immettere il lettore nel circuito storico – con uno stile avvincente e un ritmo incalzante – mescolando sapientemente realtà e fantasia. Il peso della Storia c’è, ma non si vede del tutto.

E a proposito di Storia, Roberto Riccardi aggiunge un altro stimolante ingrediente, che contribuisce a rendere più coinvolgente una trama già significativa: dal colonnello Ascoli si presenta Bepi, ex partigiano che l’ufficiale ha conosciuto negli anni drammatici del nazismo; i due, all’epoca poco più che ragazzi, condivisero le sofferenze della vita ad Auschwitz e la loro amicizia si consolidò ancora di più dopo che Bepi salvò la vita a Leone. Ma ora l’ex partigiano vuole la sua vendetta e chiede aiuto proprio al colonnello Ascoli: a Roma, sotto falso nome, si nasconderebbe l’aguzzino del campo di concentramento, l’ex SS che ora è diventato un agente doppio Germania Est – Germania Ovest.

Passato e presente si intrecciano nella mente e nella coscienza inquieta di Ascoli, che al dramma del terrorismo deve aggiungere ora il dramma personale dei ricordi del campo di sterminio.

Un noir che non concede respiro, a cui il lettore deve sapersi abbandonare per assaporarne tutto il gusto, intenso come la vita, forte come la morte.

 

Roberto Riccardi

La notte della rabbia

Einaudi, 2017

pp. 322

 

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