“Ho visto col pensier la casa avita”, un libro da scoprire

Un libro avvincente e da scoprire perché si basa sui ricordi di due secoli di vita vissuta direttamente e indirettamente da Silvano Macchi e dedicato dall’autore in versi sia alla moglie per il loro cinquantesimo anniversario di nozze per valorizzare il loro sincero e vero amore da essere esempio per tutti i lettori e ai sensibili all’amore che leggendo il testo si sentono valorizzati nel trovare l’anima dell’autore che ci indica la strada della vita. L’autore scrive in versi per descrivere la sua vita ricordando la sua nonna Irene e sua sorella Giuditta.

Le poesie della nonna sono ben piantate nel cuore di Silvano perché c’è armonia di pensiero fra loro. La nonna scrive nella sua poesia “Per l’onomastico della mia MARGHERITA… Vivi felice! Lieta, avventurata/sia la tua vita! Ricca d’ogni ben;/ ricordati però ch’io t’ho adorata/quando al Signor le dormirò nel sen/” scritta la sera del 27 febbraio 1904.

Il poeta dona testualmente ai propri lettori di amare la vita anche con le sofferenze e in versi scrive: “ credi alla vita, ancor la vita afferra/ che a Dio sempre potrai cantar le lodi /per quell’amor che unisce cielo e terra/ con Rosa, il tuo tesor gioisci e godi”. Il libro è stato pubblicato da NeP Edizioni e la prefazione è stata elaborata da Rosa Simonelli Macchi e magistralmente ci presenta il libro facendoci notare che l’autore descrive la sua vita in endecasillabi e rime non per nostalgia ma per toccare l’anima dello scrittore che ama parlare della sua vita vissuta per affrontare la bellezza della vita unita nella sofferenza che solo la Fede e l’Amore possono donare gioia nel vissuto drammatico.

di Angela Maria Tiberi – Presidente delegata nella Regione Lazio DILA

 

 

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