Hotel Grande A…

di Loredana Simonetti

Un libro è paziente, accoglie la curiosità del lettore, stordisce con quel profumo di carta vergine appena sfogliata e attende, una pagina dopo l’altra, che si prenda parte della storia per farla propria. Ci sono le eccezioni, però, come Hotel Grande A di Sjoerd Kuyper, che non concede molto tempo per acclimatarsi, anzi, ti catapulta in una famiglia di quattro fratelli con un importante lutto alle spalle, la morte della mamma per una grave malattia.

La tentazione immediata è di chiudere il libro, i “bambini” di 13 anni non possono rattristarsi a leggere un libro che inizia così. Credetemi, bisogna provare a superare gli ostacoli anche a 13 anni, anche quando un libro inizia con un dolore forte, perché, forse, proprio da quello s’inizia a crescere. Così, il tormentato incipit del libro Hotel Grande A, ci presenta il suo giovane protagonista, Kos, pioniere inconsapevole dell’autobiografia, che registra le sue giornate su di un piccolo registratore. L’albergo si chiama Grande A, perché il papà non fa in tempo a completare la scritta a causa di un infarto. E’ proprio quella “A” che sarà d’ispirazione al romanzo, e che accompagnerà l’improvvisa crescita dei quattro fratelli, ognuno assecondando le proprie aspirazioni ma sempre nella salvaguardia dell’albergo di cui i ragazzi si sentono improvvisamente responsabili, fino al ritorno del papà.

Hotel Grande Abbandono, Hotel Grande Accozzaglia, Hotel Grande Abominio, ma anche Hotel Grande Andiamocenevia. Ascoltate questa breve conversazione di Kos con Nicoletta, che al centro commerciale fa distribuire dei volantini al tredicenne.

“Come se la cava tua mamma in questa situazione?” ha chiesto Nicoletta.

“Faccio tutto da solo con le mie sorelle, mia madre è morta.”

“Mi dispiace.”

“Ci si abitua a tutto” ho risposto pentendomi subito a morte di averlo detto […] invece pensavo ogni giorno alla mamma e mi mancava terribilmente e non mi ci sono mai abituato proprio per niente. E in generale non voglio nemmeno abituarmi alle cose, mai, in tutta la vita. Abituarsi vuol dire non provare più niente. Io voglio provare tutto. Anche se provoca dolore.

 

E’ un libro di grande emozione e anche molto divertente, senza la pretesa di voler a tutti i costi insegnare qualcosa, ma con il risultato riuscitissimo di scuotere i sentimenti personali.

 

Sjoerd Kuyper
Hotel Grande A

La Nuova Frontiera Junior
Pubblicato:  Novembre 2017
Pagine: 254
Prezzo: € 16,50

 

 

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