Il camaleonte ed il corridore del rock

Non si placa la Genesis-mania. Raccolte musicali e collane editoriali continuano a approfondire la band inglese di culto. Sotto i riflettori Peter Gabriel e Mike Rutherford, due dei componenti storici del gruppo che uniscono indolenza e creatività.

Non si placa la Genesis-mania. Quattro anni fa dedicammo, sulle pagine di “Leggere:Tutti”,  un articolo a questa band di culto del rock progressive inglese, a cui non è mai mancato l’affetto dei fans italiani. Una passione che, pur trascorrendo il tempo, rimane immutata, con iniziative editoriali che si susseguono incessantemente.

D’altronde la band di  Peter Gabriel, Phil Collins, Tony Banks, Mike Rutherford, Steve Hackett  ha cambiato il rock. La casa editrice Segno, che ha sede in provincia di Udine, è specializzata nella pubblicazione di libri e riviste a carattere religioso a cui abbina un’ iniziativa, particolarissima, a carattere musicale, ovvero una collana di monografie dedicate a tutti i componenti dei Genesis. E’ uscito  il quinto volume della collana “Genesis Files”: Mike Rutherford, silent runner (2011, pagg. 320, 20 euro) ed è scritto, come i precedenti quattro già usciti, da Mario Giammetti, il massimo cultore della band a cui ha dedicato anni di studi e di pubblicazioni. L’appellativo di corridore silenzioso (il titolo parafrasa un noto brano scritto dal chitarrista “Silent running”) gli è stato dato perché è una figura un po’ nell’ombra in una band come i Genesis  piena di virtuosi e grossi personaggi. In realtà Rutherford ha un carattere forte e determinato, a dispetto dell’aria rilassata e indolente, che ha ottenuto anche un meritato successo solistico con il suo gruppo Mike & The Mechacnis. Un maestro della melodia (quella di enormi hit come The living years, All I need is a miracle, Over my shoulder), ma anche un grande regista  capace di pescare talenti dall’ombra e di valorizzarli degnamente. Il libro, il primo al mondo dedicato a Mike, racconta tutto questo con testimonianze e un ricco apparato fotografico, rendendo finalmente giustizia a questo imprescindibile corridore silenzioso, senza il quale i Genesis, semplicemente, non sarebbero mai stati i Genesis. Nella stessa collana si trovano anche i book dedicati a Phil Collins, Steve Hackett, Tony Banks, Anthony Phillips. Nell’ambito della raccolta di dischi Peter Gabriel, il camaleonte della musica (edita da Mondadori  e distribuita in edicola in abbinamento con “TV Sorrisi e Canzoni” ed il “Corriere della Sera”) a marzo scorso è apparso il volume in formato pocket dedicato a Peter Gabriel, indubbiamente tra i musicisti più amati del nostro tempo; contiene l’intervista esclusiva e il racconto, album per album, del suo percorso musicale. Nei mesi scorsi le stesse testate ed il medesimo editore avevano portato in edicola la collana “Genesis – The Definitive Collection”, la raccolta definitiva di tutti  gli album capolavori del  gruppo, per la prima volta raccolti in un unico cofanetto. Ora la nuova raccolta di tutti i dischi solisti di Gabriel che è proseguita fino al 17 luglio (info e arretrati www.mondadoriperte.it). Per chi vuole continuare ad approfondire sul vocalist c’è anche il pregevole libro di Alfredo Marziano Peter Gabriel, suoni senza frontiere (Auditorium Edizioni, 2010, pagg.192, 15 euro).  L’attività multiforme e variegata di Peter ha nel tempo interessato un pubblico sempre più ampio, dai fans del progressive negli anni Settanta fino agli appassionati di rock sperimentale attratti dalle sue collaborazioni con Robert Fripp, Laurie Anderson e Daniel Lanois, per giungere al nostri giorni con gli estimatori delle musiche dal mondo raccolte nell’etichetta Real World da lui fondata. L’ultimo cd di Gabriel è “New Blood” del 2011, un album degno di un camaleonte in cui l’artista dà “nuovo sangue” ai suoi brani del passato, rielaborandoli.  Per i fans più sfegatati ricordiamo che c’è poi la possibilità di acquisire un compact disc spagnolo con quattro suoi strumentali inediti abbonandosi alla rivista iberica Matador.

 

 

Gaetano Menna

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