Il coraggio e la curiosità delle donne

 

 

Libri che fanno delle donne soggetto narrativo. Racconti che lasciano ad ogni donna a “dire” la sua piccola storia: dove “piccolo” non è dispregiativo, ma è chiave per entrare nei confini della vita 

 

Finalmente, tra tanti libri che parlano dell’Io, ecco dei libri che parlano, e fanno parlare, le donne. Quelle vere. Quelle che tessono la vita quotidiana, e, tutte insieme, la storia.

Ci sono le donne-eroine di Alessandra Ziniti (A. Ziniti,Il coraggio delle donne. Storie al femminile. Esempi di moderno eroismo, Reggio Emilia, Imprimatur ed., 2014, pag. 172, Euro 15,00).La Ziniti, giornalista, è riuscita a farsi raccontare da chi c’è ancora e da chi ha vissuto con chi non c’è più, le vite di donne “normali” salite (ahimé) agli “onori della cronaca”. Sono racconti “da dentro”, che danno la parola a una dottoressa (Eleonora Cantamessa), a una avvocata (Lucia Annibali), a un sindaco (Laura Prati), a una imprenditrice antiracket (Elena Ferrara); a Lucia (Petrucci), ragazza che ha visto morire la sorella al posto suo, e a Martina (Giangrande), ragazza che dedica la vita al padre: donne che hanno dovuto morire, o che hanno dovuto accettare trasformazioni radicali, per … fare il proprio dovere. Questa parola fuori moda diventa carne, e lacrime, nella realtà di racconti che, scritti con “amore e passione”, ridanno vita a chi non c’è più, squarciano la sofferenza di chi resta.

C’è, immediato contatto materiale, una strada, nel paese in cui abita la psichiatra Simonetti. (G. Simonetti,Non solo casa e chiesa, Pordenone, Biblioteca dell’Immagine ed., 2014, pag. 177, Euro 14,00). Si cammina: una piazza, i negozi, le donne. Che lavorano, lavorano… Di queste donne è curiosa l’autrice: entra nelle loro case. Raccoglie racconti che attraversano la storia della famiglia. Lascia che sia ogni donna a “dire” la sua piccola storia: dove “piccolo” non è dispregiativo, ma è chiave per entrare nei confini della vita vera fatta di nascite, morti, profumi, luoghi. Le conquiste, le sconfitte, sono personali, certo. Ma nel tessuto narrativo corale diventano storia della nazione che, dal dopoguerra, ha vissuto una incredibile trasformazione sociale. Si avverte, penetrante, l’incanto della nostalgia: ma lo scenario rimane aperto. Perché se l’oggi è anche quello dei centri commerciali dove non entra il sole e dove i figli stanno peggio dei padri, ci sono anche tante novità, tutte da vivere. Con il coraggio e la curiosità delle donne.

C’è, ancora, altro libro che fa delle donne soggetto narrativo. Qui, “piccolo” entra nel titolo. (R. Quaglia,Le “piccole” donne dei vangeli), Milano, Paoline ed., 2014, pag. 230, Euro 13,00). Quaglia, ordinario di Psicologia dinamica all’Università di Torino, esperto esegeta dei testi sacri, dà voce alle donne dei Vangeli: alcune (la peccatrice, la samaritana) più conosciute; altre (la vedova povera, la donna impura, la donna curva…) assai meno. Ed ecco, una donna… Indagando il prima e il dopo del loro apparire (perché c’è sempre, tranne nell’epoca nostra, un prima e un dopo) Quaglia spiega, o ipotizza, il senso dell’incontro. Dà parole alle loro emozioni espresse anche solo attraverso i gesti. Sono tutte donne che soffrono. E cercano. “Nella sofferenza facciamo il primo incontro con noi stessi”. Così, queste “piccole” donne del Vangelo, cercando, trovano; e si salvano. A noi, “piccole” donne di oggi, lasciano l’insegnamento di una ricerca che non ha confini di tempo.

 Annarita Guaitoli

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