Il fantastico mondo di Fruitore di Nonsense

di Flavio Carlini

Quello di Fruitore Di Nonsense è un mondo – fantastico – in cui ci svegliamo di soprassalto, rimproverati da un maiale celeste, moderno Bianconiglio, che non approva affatto le nostre scelte alimentari e ha un gran bisogno di caffeina. Un maiale viscido, bavoso, diplomatico.

 

Valerio Carbone confeziona un mondo compiuto e coerente in se stesso, pur stravolgendo le leggi della logica, come promesso dal nome del suo dichiarato alter ego protagonista dei brevi racconti che compongono il libro. Un mondo sotto-sopra, munito di tante porte d’ingresso quante sono le storie narrate e che con una sonora pedata spedisce il lettore verso un confronto diretto con le proprie ipocrisie, idiosincrasie, fisime, compromessi e contraddizioni. Le avventure di Fruitore, in tutte le sue incarnazioni storiche e spaziali, non solo strappano qualche risata ma sbattono in faccia a chi le segue tutto il nonsense che compone le nostre esistenze quotidiane.

Carbone permette a tutti di accedere al proprio personale fantastico mondo grazie all’utilizzo attento dei racconti e alla loro disposizione, un unico fine raggiunto attraverso molteplici approcci, per raggiungere ogni possibile contraddizione ovunque essa si celi.

 

Così le porte d’accesso al nostro personale nonsense assumono varie forme fisiche in modo che ognuno possa scegliere quella che meglio lo rappresenti come l’oblò di una lavatrice, il distributore di merendine, le corsie di un supermarket, la luce di uno smartphone o quaranta giorni di digiuno nel deserto: ognuno scelga la sua entrata preferita alla scoperta di se stesso. Assieme al povero Fruitore, nostra guida designata, andiamo alla ricerca della nostra signora Dispensatrice di Sensocompiuto [che] non potrà mai essere, per ovvie ragioni semantiche, un’autentica Signora Di Nonsense. Perché le nostre contraddizioni non ammettono soluzioni, noi cerchiamo costantemente di ordinare una realtà senza senso intrinseco e lo facciamo ricorrendo a categorie valide solo fino all’apertura della prossima porta che si affaccia su quel fantastico mondo di nonsense che è la realtà.

 

Fruitore Di Nonsense si pone esplicitamente come un Marcovaldo post-moderno che non attraversa più avventure surreali nella follia del concreto, ma cerca – fruisce – il nonsense dietro il velo delle convenzioni. Ci insegna ad affrontare il nonsense (e trarne giovamento) con coraggio, a indossare la mimetica in questa guerra dell’autocoscienza e infilare la testa nell’oblò per vederci più chiaro, direi, più pulito.

 

Qui, nel fantastico mondo sotto-sopra, è dove si sistemano le cose, dove possiamo cercare di liberarci della necessità di dare forma alle nostre eterne contraddizioni, in fondo chissà da che diavolo deriva tutto quell’amore ridicolo che gli umani hanno per la semplificazione, per il concettuale, per le categorie. Fruitore Di Nonsense è il nostro alfiere, suo malgrado, un alter ego non solo per l’autore dei racconti che lo vedono protagonista, ma buono a rappresentare tutti noi in questo viaggio frenetico. Lui, che sognava soltanto d’iscriversi al master di cristalloterapia e incrementare finalmente la propria energia spirituale per fare rabbia alle stelle.

Valerio Carbone

Il fantastico mondo di Fruitore di Nonsense

Efesto, 2018

pp. 122, Euro 12,50

 

 

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