Il verso e la serie

di Francesco Di Benedetto

Riconosciamolo, l’opera in versi di Minasi è un lavoro concettuale. Il libro, edito da Giulio Perrone, è un’antologia prosaica di resti di esperienze affettive. Il rosso e lo zenzero ci interpella al fronte del nostro presente. La domanda latente è se riusciremo ancora a guardare a uno spirito visionario nella cornice seriale degli oggetti che siamo abituati a cumulare per i nostri occhi, nel quotidiano. Resistono, ancora, visione e poesia, dentro la serie delle nostre occorrenze lavorative? Dentro il pc? Resistono dentro i numeri delle nostre scritture e contatti sociali? Il rosso e lo zenzero veicola l’idea della serie a più livelli, e sempre nel segno di un pensiero focalizzato, coercitivamente, sullo stesso soggetto pensante. Il concetto della serie viene così indicizzato letteralmente e applicato al contesto, più o meno pervasivo, di una disfatta maschile nell’amore, e, congiuntamente, nell’altro, e nell’altro sesso. Le singole poesie sono intitolate con numeri ordinali e sono, costantemente, precedute da una pagina bianca. L’incedere ripetitivo del senso e del ritmo, nel singolo verso come nel testo integrale, contribuisce a figurare la serie erotica di Minasi e il suo egotismo, senza apparente soluzione di continuità. La forma poetica del verso – che, come per ogni forma estetica, uno scrittore non sceglie mai a caso – apre uno spazio concettuale “altro”, che ci interpella e sollecita come soggetti del nostro presente. Questo punto interrogativo, con il relativo “a capo”, è il dispositivo che spezza e mette in questione la serie allestita da Minasi. La copertina de Il rosso e lo zenzero è stata realizzata da Milo Manara, mentre la prefazione è stata scritta dallo psichiatra Raffaele Morelli. Domenicantonio Minasi lavora all’interno dell’universo della televisione. Autore per il piccolo schermo, collabora con molteplici programmi di Rai 1.

Domenicantonio Minasi

Il rosso e lo zenzero

L’erudita, 2019

pp. 82, Euro 15,00

 

 

 

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