Il viaggiatore fantasma

di Luca Volpe

Lo scioglimento avvenuto quest’anno del gruppo Rock progressivo dei Rush, può essere uno stimolo alla lettura di questo libro. L’autore Neil Peart ne era membro, batterista e paroliere, parte di uno dei gruppi più affascinanti del Rock, capace di mettere insieme melodie accattivanti e composizioni piene di virtuosismi di difficile esecuzione. Il trio ha suonato insieme dal 1975, caso quasi unico nella storia della musica popolare, ma vi fu un momento fra il 1998 e il 2000 in cui Peart si sentì costretto ad abbandonare il progetto.

Un incidente d’auto costò la vita alla giovane figlia, la moglie si lasciò morire in pochi mesi, il cane pure. Dopo aver chiesto ai suoi colleghi e amici di considerarlo esterno al gruppo, Peart cominciò un viaggio in motocicletta per l’America del nord attraversando il Canada fino all’Alaska e poi discendendo gli Stati Uniti fino a giungere al Messico e lambire il Guatemala per poi tornare indietro verso casa e dopo pochi mesi ripartire ancora. Il libro è un assemblaggio del diario e delle lettere scritte a parenti e amici nel corso del periodo, attraverso il quale si può trovare una quantità di fantastici paesaggi, qualche inconveniente motoristico, considerazioni letterarie e soprattutto la lunga guarigione di un individuo. Stupisce la descrizione romantica della natura (compreso l’interesse ornitologico dell’autore) in alcune zone della più grande potenza industriale, come l’assoluta padronanza della letteratura nordamericana: Peart divora continuamente libri e si reca in pellegrinaggio in luoghi importanti (come la tomba di London).

Sicuramente una persona privilegiata rispetto alla media in questo suo anno sabbatico, ma anche umanamente piena e unica, con i suoi difetti e quel calore novecentesco che oggi manca a tanti. La musica ha sorprendentemente un aspetto marginale finchè comincia a far sentire la sua dirompenza nel finale del libro, in cui comincia una lotta contro la paura di suonare. Il viaggiatore fantasma è un’opera biografica da cui esce fuori lo spaccato di un continente alienato e ancora vergine, desolato e stimolante. Assolutamente inaspettato.

Neil Peart

Il viaggiatore fantasma. Un anno in moto per ritrovare la vita

(Traduzione di Stefania Sarre)

Tsunami, 2014

Pp.384, Euro 21,50

 

 

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