Intervista a Morgane Mentil

Morgane Mentil è una scrittrice con una forte passione per la musica.  Grande sostenitrice della letteratura indipendente, ha promosso nel 2018 il contest Instagram #leggoemergentiperché, con lo scopo di sensibilizzare i lettori sulle produzioni di autori emergenti o auto pubblicati. Il paranormal romance La Scelta è il suo romanzo d’esordio, una storia che parla di libero arbitrio e di riscatto, in cui la sua protagonista, Sarah, dovrà imparare quanto è estremamente sottile il confine tra bene e male.

a cura di Frank Lavorino

 

Come definiresti il genere paranormal romance, e come ci ricade all’interno il tuo romanzo La Scelta?

Iniziamo con una domandona! Alla definizione di “paranormal romance” parecchi storcono il naso ma, a tutti gli effetti, è un genere molto letto, qualcuno dirà inflazionato, comunque un tipo di lettura piacevole, caratterizzata da aspetti variegati quali il romanticismo, l’avventura, le atmosfere fantasy, il mistero e l’introspezione. Il romanzo La Scelta vi si colloca in quanto storia d’amore fra un’umana e un essere sovrannaturale, ma la vicenda narrata assume connotati più ampi, in particolare una valenza mistica data dal viaggio interiore di ogni personaggio nella personale ricerca di se stesso e di una soluzione all’annoso incontro-scontro fra il bene e il male.

 

 

Di cosa parla il romanzo?

Il romanzo si svolge a Milano e ha come protagonista Sarah, una giornalista trentenne alle prese con misteriose catastrofi che si abbattono all’improvviso sulla Terra. Sarah inizia a indagare insieme agli amici reporter Mike e Andrea e, nello stesso tempo, si imbatte in un tizio bellissimo e misterioso da cui resta colpita non soltanto per l’aspetto, ma anche per le gesta eroiche compiute nei momenti di crisi. Di tale Vincent Grave Sarah si innamora e ben presto inizia anche a realizzare che qualcosa, in lui, non quadra.

In parallelo, vi è la storia di tre fratelli molto speciali, Mita, Cory e Ruvo, inseparabili eppure rivali, tenuti in scacco da un padre tiranno e approdati sulla Terra con scopi tutt’altro che amichevoli.

Al procedere delle pagine i due elementi, terrestri e sovrannaturali, avranno sempre più momenti di contatto sino a un punto di rottura in cui la situazione è destinata a capitolare o risollevarsi. Tutto dipenderà dalle scelte di ogni personaggio.

 

 

Se dovessi farci un excursus sulle letture e autori che hanno contribuito maggiormente a formare il tuo stile, su cosa ti orienteresti?

Lo stile matura insieme allo scrittore e si delinea con la pratica e con lo studio. Le influenze sono molteplici. Sono sempre stata ispirata da Tolkien e Rowling dal lato del fantasy, e da Ken Follet e Dan Brown per quanto riguarda l’aspetto più tipico del thriller o dell’avventura. Amo i distopici classici fra cui i noti Orwell, Huxley e Bradbury e vi sono libri che mi tengo vicini in quanto vi trovo sempre nuovi spunti di insegnamento quali il Profumo di Süskind, il Maestro e Margherita di Bulgakov, il Pendolo di Focault di Eco. Ultimamente, mi sto dedicando a King, Lovecraft, Poe e Christie. E qui mi fermo perché ci sarebbe molto altro da scrivere!

 

 

Quanto ha influenzato sul tuo stile di scrittura (e in generale di riflessione) il fatto di essere un’insegnante di Yoga?

Domanda molto interessante. Una delle prime cose che lo yoga insegna è il respiro. E i personaggi de La Scelta respirano, parecchio: quando si trovano di fronte a momenti importanti o difficili, quando riflettono o si rilassano. Quando si trasformano. Passando a un aspetto più ampio, il termine “yoga” ha la radice nel verbo “unire”. E l’unione è un tema forte della vicenda narrata, nel momento in cui i versanti contrapposti – i terrestri e gli invasori – si interrogano su quante e quali siano le differenze che li separano, rendendosi conto loro malgrado di tutte le incredibili affinità da cui sono accomunati.

 

 

Parlaci del personaggio di Mita/Vincent e di come è stato congeniato.

Il film cult della mia giovinezza è stato “Il Corvo” di Alex Proyas, tratto dall’omonimo fumetto. Il personaggio di Eric Draven ha senza dubbio contribuito a caratterizzare la figura di Mita, l’eroe maschile della storia, sia in termini di aspetto fisico, sia di fascino cupo.

Nel romanzo La Scelta, Mita è un essere invincibile, immortale, con poteri sconfinati. Eppure proprio in lui, il figlio prescelto per attuare i piani di conquista del padre, scocca la scintilla dell’imprevisto amore per Sarah e della trasformazione interiore che lo porterà a gesta di grande coraggio. Mita sviluppa un trasporto affettivo nei confronti degli umani – grazie anche alla figura silente del suo alter ego Vincent Grave – e comprende l’importanza di decidere in prima persona della propria esistenza, rischiando il tutto per tutto in nome della libertà.

 

 

Si parla molto spesso di diversità all’interno del libro. In che accezione?

Partendo dal concetto più alto, si parla di bene e male. Addentrandosi nella storia, emerge quanto i punti di vista pesino nel definire l’uno e l’altro.  Uno dei personaggi più cattivi del romanzo, Ruvo, è fermamente convito della correttezza della sua posizione. Lui fa parte di una specie potente e superiore rispetto al genere umano e in tal senso sono dirette le sue azioni. Sarah, l’eroina della storia, è una donna che osserva e si pone dei dubbi. Il suo avvicinarsi al diverso – in questo specifico caso al peggiore dei nemici -  corrisponde a un voler comprendere e agire di conseguenza. Mi interessava a evidenziare questi aspetti – le ragioni di ognuno e il tentativo di capire come possibile soluzione -  in quanto situazioni tipiche della nostra quotidianità, e non soltanto di una storia fantasy.

 

 

 

Sei una grande sostenitrice del self-publishing. Come mai?

Sono un’autrice auto pubblicata e spesso mi sono trovata alle prese con pregiudizi o valutazioni a priori. Mi piace portare l’attenzione del pubblico su quanta dedizione uno scrittore self sia in grado di porre nella propria opera. Non c’è nulla di semplice in questo tipo di percorso ed occorrono motivazione e tenacia per intraprenderlo e sostenerlo, con le proprie uniche forze.

Per quanto mi riguarda la mia esperienza, uno scrittore indipendente è un piccolo imprenditore di se stesso. Scrivere è una parte bellissima, dopodiché arrivano editing, progetti grafici, marketing, studio del brand, rapporti con i lettori, contatti con gli scrittori, organizzazione di eventi, pubblicazione di articoli, distribuzione, comunicati stampa, gestione del sito, e così via. Questo all’interno di una vita fatta di ore dedicate ad altro tipo di lavoro – per ora!! – e alle vicissitudini personali. Insomma, quando incontrate uno scrittore self del genere che vi ho descritto, statene certi, è uno che lo fa per amore e di lui avrete anche l’anima.

 

 

Cosa stai leggendo in questo periodo? Ci sono autori italiani che ti senti di segnalare? In questo periodo sono King-dipendente e sto leggendo Shining. Vorrei inoltre tornare a Raymond Chandler di cui adoro lo stile. Per quanto riguarda gli autori italiani, e perché no, emergenti, vi suggerisco di curiosare su Instagram nell’hashtag #leggoemergentiperché e, in quello più recente, #incontraautoriemergenti, per conoscere nuovi scrittori e farvi trasportare dallo spirito di collaborazione fra tutti noi.

 

Titolo: La Scelta

Autore: Morgane Mentil

Genere: Paranormal romance

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: 336

Codice ISBN: 9781973473862

 

Contatti

http://www.morganementil.com/

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Link di vendita

https://www.amazon.it/Scelta-Morgane-Mentil/dp/1973473860/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr

 

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