Isabel Harper, l’intervista

DI GABRIELLA CICCOPIEDI

Isabella Salmoirago e Marco Rosso sono due autori di narrativa per ragazzi. Nel 2018 pubblicano sotto lo pseudonimo di Isabel Harper “Gli Arconti Ombra”, primo volume della quadrilogia fantasy “Il fuoco segreto di Altea”, un romanzo che stupisce fin dalle prime pagine per la cura riservata agli ambienti e ai personaggi, caratterizzati con originalità e fantasia, e per il senso di mistero e avventura che, insieme a una buona dose di umorismo, rendono la storia avvincente e appassionante.

«Perché avete scelto di scrivere libriper bambini e ragazzi? Quali sono i piaceri e le responsabilità che ne derivano?».

Scrivere per ragazzi non è stata una vera e propria scelta, è stata una naturale conseguenza del nostro modo di essere e di sentire. In parte forse discende anche dalla nostra passata esperienza di educatoriscout e poi di genitori. Parlare e ‘raccontare’ ai ragazzi ci gratifica moltissimo e ci dà grandi soddisfazioni: hanno una fantasia smisurata, amano le belle storie, sono ascoltatori attenti e profondi. Ci piace stupirli, appassionarli con avventure mozzafiato, offrire qualche spunto di riflessione, farli divertire e sorridere. Scrivere per ragazzi è sicuramente una grande responsabilità erichiede grande attenzione ai messaggi e ai temi e grande rispetto per loro come persone e come lettori, ma tutto questo ci spinge e ci motiva ancora di più!

«Gli Arconti Ombra è un romanzo molto visivo; stupisce infatti l’attenta caratterizzazione del mondo in cui è ambientata la storia, tanto che in alcuni momenti sembra di vedere con i propri occhi uno squarcio della città di Altea o il vapore sbuffante da uno degli strani congegni presenti nella narrazione. Avete mai pensato, durante la stesura della saga, che sarebbe potuta diventare una graphicnovel? Ne potrebbe uscire in futuro, come a volte accade tra i romanzi per ragazzi, una versione illustrata?».

In effetti, in certe occasioni anche scrivendo, ci pareva di ‘entrare’ in un film, di essere davvero ad Altea, Keola o Vjnlan e semplicemente di raccontare quello che ‘vedevamo’ davanti agli occhi della mente! Proprio per questo ci piacerebbe molto poter dare alla luce una versione graphicnovel della serie, magari narrando delle avventure parallele a quelle raccontate nei libri…

«Quali altri romanzi o autori di letteratura per ragazzi consigliate a chi ha amato Gli Arconti Ombra?».

Tra gli autori che consigliamo ci sono i grandi classici, come Jules Verne, Stevenson, Dickens; tra gli scrittori moderni sicuramente PhilpPulman e Neil Gaimann…

 

«C’è stato un momento o più momenti in cui non siete stati d’accordo su un punto di svolta della trama, o su una reazione di un personaggio, o ancora sul finale di uno dei volumi della saga? Come siete riusciti a venire a patti con la scrittura a quattro mani? Pensate che la vostra collaborazione possa essere un valore aggiunto alla qualità dell’opera?».

Siamo stati sempre d’accordo su tutti gli aspetti più importanti della storia, sullo sviluppo dei personaggi e sulla trama perché sono nati e cresciuti in piena collaborazione, confrontandoci quotidianamente, passo passo. Se qualche volta non siamo stati d’accordo è stato invece nei dettagli, o nelle sfumature stilistiche, però su questi aspetti è più facile trovare un accordo. Penso che la scrittura a quattro mani abbia arricchito molto l’opera, ci ha permesso di essere più creativi e di dare ciascuno il meglio di sé.

«Victor Vimperion è un antagonista davvero insopportabile. È egoista, avido, egocentrico, crudele, insensibile. Rappresenta il peggiore tipo umano ed è il simbolo di un potere politico corrotto e indifferente ai bisogni del popolo. Vi siete ispirati a figure letterarie, storiche o anche dell’attualità per delineare questo odioso tiranno?».

Vimperion è la personificazione, la metafora, di un potere corrotto e senza scrupoli. Nel delineare il personaggio non potevamo non avere in mente i tanti dittatori della storia e le loro polizie segrete. Non ci sono però riferimenti diretti a personaggi reali, ma un’ispirazione generale a ciò che questi personaggi rappresentano: uno smisurato amore per il potere fine a se stesso.

«Qual è il significato profondo della Fiamma di Altea? Che cosa rappresenta per gli uomini, e che cosa comporterebbe la sua estinzione?».

La Fiamma di Altea rappresenta ciò che, all’interno di ognuno di noi, costituisce la più profonda ragione di vita, il proprio scopo, ciò che dà un senso alla propria esistenza. La perdita di questo ‘senso’ profondo può portarci a perdere il gusto della vita e delle cose e in un certo senso ci ‘spegne’, ci rende tristi e un po’ grigi, proprio come gli abitanti di Altea che, privi della Fiamma, perdono ogni giorno un po’ della propria forza vitale e della loro gioia di vivere, fino a cadere in un sonno simile alla morte.

«Ailan è il protagonista indiscusso del primo capitolo della saga Il fuoco segreto di Altea. Il coraggio e l’inventiva che dimostra sin dalle prime difficoltà, e la capacità di adattarsi alle situazioni ne fanno un piccolo eroe da cui ci si può aspettare di tutto. Ma anche Marill e Taryn emergono nel primo volume con le loro peculiarità e i loro punti di forza, e sicuramente Dedalus rimane particolarmente impresso per la sua eccentricità e per l’aura di solennità che emana. Quale di questi personaggi ci stupirà di più nel corso della saga? E qual è tra tutti quello che vi ha più entusiasmato descrivere?».

Abbiamo amato tutti i personaggi, anche quelli secondari, come i velocipedantiSberling e Coppins, la tenera e bizzarra Adelaide Corsetti, Amandine e i suoi dolcetti dal potere straordinario e imprevedibile, il subdolo Kayman… Tutti i personaggi hanno una loro evoluzione. Le maggiori sorprese arriveranno senza dubbio da Marill e dall’ipogena TikTik: entrambe avranno un ruolo fondamentale e inaspettato nella storia. Da tenere d’occhio, poi le nonnine di Altea: non si sa mai cosa possono nascondere nei loro chignon e nei loro ombrellini!

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