Kill Benito

di Loredana Simonetti

L’armistizio dell’8 settembre 1943 è stato l’inizio del periodo storico italiano più assurdo che ha proseguito e concluso la seconda mondiale: venti mesi di lotte fratricide, una guerra civile tra fascisti e antifascisti, che sempre italiani erano, la resistenza partigiana, contro il nazismo e i collaborazionisti del nazismo, una faticosa ripresa politica in cui centralizzare l’unico vera ambizione del nostro paese a favore di una nazione democratica. In questo contesto storico l’uccisione di Benito Mussolini diventa un baluardo di vittoria per ciascuna fazione. Il suo cadavere viene esposto a Milano in Piazzale Loreto, il 29 aprile 1945, ma non è stato ucciso lì.

Il libro Kill Benito, scritto a più voci da Renzo Martinelli, regista e sceneggiatore di fama nazionale (lo ricordiamo, tra l’altro, per il film Vajont del 2001),  riporta in forma romanzata le differenti versioni che i comunisti e i partigiani si arrogano sull’uccisione di Benito Mussolini. Nell’ambito delle descrizioni, vengono curate le storie di vita dei personaggi che fanno da contorno a questa drammatica vicenda: Gianna, la partigiana innamorata del Capitano Neri, che con una disarmante bellezza aveva colpito quel giovane capitano già sposato, i capi del partito comunista, che non esitavano a fucilare i gerarchi nazisti e il giovane “Balilla”, soprannome di un ragazzo partigiano, l’aviere discreto che vede e ricorda tutto.

Tra i dubbi che la storia ancora si porta dietro, compare un piccolo quaderno dalla copertina nera consumata, che “Balilla”  trova incastrato tra i mattoni sgretolati di un vecchio muro: è il diario di “Giuseppina Tuissi, partigiana della 52^ Brigata Garibaldi, col nome di battaglia di Gianna. Scrivo queste pagine a futura memoria….”, sapendo già che la sua giovane vita, sarebbe stata presto stroncata dai comunisti.

Sarà questa la vera storia dell’assassinio di Benito Mussolini e della sua amante Claretta Petacci? Del resto, esistono numerose foto e filmati di fucilazioni di gerarchi fascisti, ma neanche un’immagine di come erano finiti Mussolini e la Petacci.

I dubbi non vengono risolti, ma il libro, con uno stile scorrevole e chiaro, presenta le possibili versioni di come si sono svolti i fatti, lasciando, in ogni caso, al lettore la visione di un quadro drammaticamente più completo.

 

Renzo Martinelli

Kill Benito

Gremese, 2016

pp. 240, Euro 18,00

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