La Bibbia della fantascienza

Homo Scrivens, 2018  pp. 394, euro 18,00

Gli anni Settanta furono quelli della massima espansione delle letteratura di fantascienza in Italia e questo favorì anche la pubblicazione di numerosi saggi sull’argomento, che variavano dalle semplici guide ai suggerimenti di lettura, dalle analisi critiche alle storie editoriali. Poi il fenomeno si arrestò e le pubblicazioni di libri sull’argomento furono molto sporadiche, con l’eccezione di qualcosa in campo cinematografico e, più recentemente, con i saggi di Giulia Iannuzzi sulla fantascienza italiana. Salutiamo perciò con piacere l’uscita di questo Il futuro è adesso: il grande libro della fantascienza di Carmine Treanni, che assieme alla più generica Guida ai narratori italiani del fantastico (Odoya, 2018) riapre un dibattito importante.

Treanni è giornalista ed editore e ha al suo attivo alcuni volumi sui telefilm, sia di fantascienza che di altri generi, ma soprattutto è direttore del mensile online Delos Science Fiction che sotto la sua guida ha superato i cento numeri. Persona quindi quanto mai indicata per affrontare un’impresa del genere. Il futuro è adesso appartiene al tipo delle guide e dei consigli di lettura e di visione, essendo strutturato in ben 500 schede che riportano le trame di romanzi, racconti, film, telefilm, fumetti ma anche musica, cartoni animati, videogiochi, sceneggiati radiofonici e siti internet da consultare. La novità, e per l’Italia è proprio una novità assoluta, sta proprio in quest’approccio multigenere e multimediale che offre un panorama pressoché completo della fantascienza, dalle origini a oggi. La parte del leone la fanno ovviamente la narrativa con la presentazione di cento romanzi e cinquanta racconti e lo schermo con cento film e cinquanta serie televisive, mentre i fumetti e le graphic novel sono cinquanta e tutti gli altri media venticinque ciascuno: un equilibrio condivisibile considerando appunto la produzione nei vari campi.

Interessanti anche il capitolo sulla definizione della fantascienza, che presenta un quadro sintetico delle opinioni di scrittori e critici (senza che si sia mai giunti a uniformità) e la partecipata e divertita introduzione dell’autore, che mette le mani avanti per quanti volessero giudicare le sue scelte e lamentare qualche esclusione o inclusione, sostenendo che la scelta è rigorosamente personale e così va accettata. Non ce n’era bisogno, intanto perché è ovvio che una compilazione di questo tipo rifletta le opinioni di chi l’ha scritta, e in secondo luogo perché ci sembra che non manchi nessun classico, nessun testo o film essenziale. Ci sono Le voyage dans la Lune, Metropolis, 2001 odissea nello spazio, Blade Runner, la Trilogia Galattica, la Guida galattica per autostoppisti, I mercanti dello spazio, Neuromante, “Notturno”, “Pentiti, Arlecchino!”, “La settima vittima”. E altri testi e spettacoli meno conosciuti che il lettore dovrebbe assolutamente procurarsi. Dove la scelta dell’autore è più personale è semmai nella produzione degli ultimissimi anni, ma come detto è largamente condivisibile. Con tutto ciò un piccolo appunto va fatto, e cioè la scarsità di opere italiane presenti: pur considerando che il novantanove per cento della produzione fantascientifica è straniero, forse si poteva citare qualcosa di più che un romanzo di Valerio Evangelisti e un racconto di Vittorio Curtoni.

Insomma siamo davanti a un excursus che compendia qualcosa come oltre novant’anni di produzione fantascientifica, letteratura (e non genere!) che ha influenzato il nostro immaginario offrendo all’uomo la possibilità di riflettere su chi siamo, cosa vogliamo e dove stiamo andando. Attraverso toni e modi affatto differenti, dall’esplorazione spaziale al rapporto con gli alieni, dalle innovazioni tecnologiche alla speculazione sul futuro e tutti gli altri strumenti che la science fiction ha messo in campo. Un excursus scritto con passione, anche divertente, che segue sì il percorso individuato da Carmine Treanni ma al contempo è un invito a tutti i lettori (e spettatori, ascoltatori, giocatori, internettisti) a crearsi un proprio cammino. E per questo il libro non va consultato (anche perché, purtroppo, manca un indice dei titoli che avrebbe favorito la consultazione) ma letto seguendo l’ordine delle pagine, almeno per ciascun capitolo, e arrivando così a delimitare un perimetro di conoscenza sufficientemente esteso in un campo così vasto e appassionante.

 

di Gian Filippo Pizzo

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