“La biblioteca degli aromi”: la mostra dedicata al profumo dei libri

Il famoso odore dei libri che ogni lettore si è trovato ad annusare una volta aperto un vecchio libro in biblioteca, ha trovato spazio nella mostra “La biblioteca degli aromi” dell’artista giapponese Isako Inoue a Monaco.

Partendo forse dalla base scientifica secondo cui nei libri antichi, essendoci maggiori quantità di cellulosa e lignina rispetto a quella dei libri nuovi, durante il processo di idrolisi chimica le pagine assumono un odore che dovrebbe somigliare a erba e vaniglia perché le due sostanze principali, col passare degli anni, si degradano facendo ingiallire la carta e  rilasciando composti organici.

All’interno della mostra “La biblioteca degli aromi” esposta a villa Stuck, i libri situati sotto delle cloche di vetro pronti per essere annusati, sono testi numerosi, di diverse lingue, anni e autori. Naturalmente il criterio di selezione che ha permesso di scegliere quei determinati libri provenienti da mercatini delle pulci, biblioteche e librerie, è stato quello di affidarsi al volere dell’olfatto di Isako Inoue.

Gli odori in mostra sono molto diversi tra loro poiché condizionati dal tipo di carta, di inchiostro o oggetti che sono stati conservati all’interno dei libri: come i fiori di lavanda nel testo Nelson-La nascita del potere mondiale dell’Inghilterra di Max Kirchelsens, stampato nel 1926.

(Costanza Raspa)

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