“La corsara” di Sandra Petrignani

Recensione di Alessandra Marenga (il suo blog: memarengalex.wordpress.com)

“La corsara” di Sandra Petrignani, edito Neri Pozza, è il ritratto di una personalità femminile icastica del Novecento italiano: Natalia Levi Ginzburg.

Il libro nasce dalla necessità, direi quasi un’esigenza percepita come bisogno, di rendere noti i tratti formali caratterizzanti la Ginzburg, la sua visione del mondo e il suo universo poetico, come l’autrice ha spiegato durante la presentazione moderata dalla poetessa Bianca Maria Frabotta.

Prima di scrivere questo libro, sono stati riscoperti i posti, gli ambienti e le stanze dove la Ginzburg viveva il suo tempo, anche chiedendo a chi per prossimità avesse avuto una conoscenza seppur del tutto superficiale di lei.

L’atteggiamento era comune: nessuno dava informazioni su Natalia. A questa mancanza di collaborazione, forse, si associa un mistero nel senso originario del termine, non riferito a ciò che non si conosce, ma a ciò che vuol essere mantenuto nel silenzio, taciuto, protetto, forse intimo, lontano da una visione di massa che tende con i suoi metodi divulgativi e propagandistici a consumare tutto.

L’anima di Natalia Ginzburg, come descritta, era poliedrica, talvolta di approccio difficile ma in realtà solo espressione dell’inadeguatezza e dell’emotività indotte dai fatti della sua vita, un’anima articolata tipica del carattere femminile.

Il libro parte dall’incontro tra l’autrice, Sandra Petrignani, e Natalia Ginzburg che ebbe come esito il rifiuto da parte della stessa Ginzburg di uno scritto a lei proposto e il senso di frustrazione straziante di Sandra che determinerà “un sillogismo irrazionale vero, come quando ci sono due donne insieme come soggetti”, come ha sostenuto la Frabotta, ma anche, per me archetipico di un naturale rapporto conoscente-discente che ormai si è anch’esso consumato.

Il ritratto che ne deriva è una costellazione di Natalia che ci fa percepire l’essenza e la forma, il sacro e il profano, di quest’ “Ultima donna rimasta sulla terra. Tutti gli altri sono uomini.”, come la definì lo stesso Italo Calvino.

Il titolo “La corsara” evoca gli “Scritti corsari” di Pasolini, con lui Natalia condivideva il credo ideologico e l’impegno politico, ed è stato coniato dalla Petrignani per dare una voce sensibile ma potente. La lettura suscita un senso di dipendenza dalla conoscenza e sentore di profondità. Come ha detto la Frabotta alla fine della presentazione: “Accende nel lettore la nostalgia del non vissuto”.

Lascia un Commento