La leggenda dei monti pallidi

di Matteo Papucci

Bambole di Pietra è un saggio sulla storia delle Dolomiti: dalla nascita del loro nome in onore del geologo Dolomieu, fino alla speculazione edilizia che ne ha irreversibilmente cambiato l’aspetto naturale e, per molti versi, storico.

Paolo Martini, giornalista di lungo corso, scrive questo saggio per amore verso queste vette: in ogni sua frase o parola si evince un senso di nostalgia e romanticismo per una zona geografica limitata ma che, dalla nascita del turismo massivo, ha visto grandi cambiamenti. Lo scrittore, destreggiandosi abilmente tra eventi storici e leggende, descrive perfettamente quanto le Dolomiti siano state un territorio conteso e non solo politicamente: grandi scalatori hanno affrontato la durezza di questo territorio, inevitabilmente snaturandolo, nel volerlo dominare.
Durante la lettura, si resta affascinati dalla imponenza naturale dei Monti Pallidi, così chiamati per il particolare tipo di roccia di cui sono formati e che tanti pittori e poeti hanno descritto. Proseguendo col saggio, Paolo Martini ci guida abilmente nello sviluppo urbanistico selvaggio che questa terra ha vissuto e che ne ha inesorabilmente cambiato il paesaggio. Nessuno di noi potrà mai più ammirare le bellezze che i primi esploratori hanno osservato, se non attraverso leggende ormai trasformate in mere attrazioni turistiche, prive del fascino primitivo che avevano un tempo.
In conclusione, sono rimasto veramente colpito da questo saggio, che mi ha fatto riflettere sia sugli eventi storici che hanno cambiato questo territorio, sia sull’impatto del turismo massimo.

 

Paolo Martini
Bambole di pietra, la leggenda delle Dolomiti
Neri Pozza Editore,2018
pp.123 Euro 12,50

 

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