La quarta sponda

 di Andrea Coco

L’improvvisa malattia del genitore e Lorenzo Manenti si ritrova quasi per caso tra le mani degli appunti scritti dal padre anni prima. Sono delle annotazioni che Luigi Manenti aveva messo nero su bianco con l’intenzione di ricostruire le sue vicende personali, un progetto appena abbozzato. E vedendo queste poche righe, Lorenzo ha un’idea: perché non raccontare la storia della sua famiglia a partire dai nonni per arrivare fino ai propri genitori? Inizia così un lavoro che attraverso i dialoghi tra l’autore, il padre e la famiglia permette di ricostruire cinquant’anni di storia, corrispondenti alla prima metà del Ventesimo Secolo. Storia autentica, ricostruzione meticolosa delle vicende familiari che danno vita a un lungo racconto, da cui deriva il nome stesso del libro, in siciliano: O’ cunto. Un titolo non scelto a caso, perché il dialetto stesso svolge, infatti un ruolo importante nella scrittura dell’opera. Contribuisce a caratterizzare, vivacizzare i dialoghi, a volte in italiano e altre volte in dialetto siciliano, di un libro che non è un freddo testo storico, ma una narrazione vissuta in prima persona dai familiari dell’autore del volume. E tramite loro si apre uno squarcio sul passato, sulle vicende di un’isola e di una società profondamente diversa dall’attuale. Sicuramente meno ricca di beni materiali, ma alla quale non facevano certo difetto i buoni sentimenti. Il lettore partecipa così alle grandi e piccole vicende storiche del nostro Paese, ai due conflitti mondali e, in particolar modo, alla colonizzazione della Libia, la Quarta sponda. Vista come una possibile alternativa all’emigrazione in America, la colonia africana, costituiva, infatti, un’opportunità nell’istintiva ricerca della felicità per tanti nuclei familiari, tra cui la stessa famiglia Manenti. La Quarta sponda. O’ cunto rappresenta, infine, un omaggio alla tradizione del racconto orale, uno strumento utilizzato in passato dagli anziani per trasmettere ai più giovani le storie della famiglia e del paese. Un mezzo che potrebbe tornare ancora oggi utile per avvicinare generazioni lontane, per tramandare ricordi familiari e valori sociali; insomma uno strumento caldo, familiare, in un’epoca fredda, impersonale come la nostra.

Lorenzo Manenti

La quarta sponda – O’ Cunto

Viola Editrice, 2016

pp.217, Euro 13,00

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