La tensione tra Corea del Nord e Usa: come risolvere la crisi

Intervista a Giancarlo Elia Valori autore del saggio  «Geopolitica dell’incertezza» e esperto osservatore delle relazioni internazionali.

DI GIANLUCA COLOMBO

Giancarlo Elia Valori è presidente della merchant  Bank La Centrale Finanziaria Generale ma anche un esperto  osservatore delle relazioni internazioni nonchè docente in questa materia presso la Yeshiva University di New York, la Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University di Pechino.

Nel suo ultimo saggio  “Geopolitica dell’incertezza” (Ed. Rubettino, euro 18) l’autore ci regala una analisi non convenzionale delle piu’ importanti « tendenze comportamentali, oggi piu’ in voga nei processi di globalizzazione »,insomma una « enciclopedia della nostra condizione internazionale », non felice nel caso dell’Italia.C’è forse una peculiarità che riguarda l’uomo Valori, oltrechè l’analista di geopolitica internazionale : il fatto che egli puo’ vantare una lunga e diretta esperienza , insieme alla mamma Emilia (Medaglia d’Oro al Merito Civile della Repubblica Italiana) di testimone cosmopolita nei rapporti di sincera amicizia con grandi personaggi del nostro tempo normalmente non avvicinabili ai piu’.

Il Prof. Valori accetta una serie di domande sul tema attuale della crisi delle relazioni fra USA e Corea del Nord, paese che l’autore conosce approfonditamente.

D : Professore, una domanda preliminare : perchè la Corea del Nord vuole raggiungere una soglia di capacità nucleare che la metta in grado di minacciare Giappone, Corea del Sud e le basi USA nel Pacifico e lo stesso territorio Americano ?

G.E.V. : …è importante ragionare sui perchè : la Corea del Nord teme di essere invasa dal Sud o dal mare attraverso un’azione congiunta della Corea del Sud e degli USA, ovviamente con il supporto del Giappone fuori dalle coste…

D : ma sono paure realistiche ?

G.E.V. :…forse si : hanno paura perchè paesi come la Cina e la Russia sembrano supportare questa idea, non tanto dal punto di vista ideologico del Marxismo_Leninismo, ormai superato, ma dal punto di vista della Geografia. D’altro canto una delle basi ideologiche del regime vigente nella Repubblica della Corea del Nord è una sorta di autarchia geo-strategica : puntano cioé ad una chiara autonomia dal resto del Mondo, in particolare da Cina e Russia.

D: la tensione con gli USA aumenterà? Cosa pensa delle azioni messe in campo da Donald Trump ?

G.E.V. : …in effetti la tensione è destinata ad aumentare. Fonti di intelligence riferiscono di un tentativo di assassinio di Kim Jong-un da parte della CIA negli scorsi mesi. L’operazione sarebbe stata organizzata selezionando cittadini nordcoreani accusati di avere rapporti con i servizi segreti della Corea del Sud : avrebbero dovuto utilizzare sostanze chimiche altamente letali sul leader della Corea del  Nord. Ovviamente non sarebbe mancato anche l’appoggio diretto della Cina : sappiamo anche il nome della società di copertura la Qingdao Nazca Trade.co.

Per quanto riguarda la sua seconda domanda : credo che gli USA non stiano costruendo una strategia efficace per contenere la Corea del Nord. Il problema della tensione in quell’area geografica non si risolve nè con la retorica dei diritti umani tipica dei democrats , nè con il sostanziale blocco delle relazioni del tipo « axis of evil » ( l’asse del male, espressione retorica creata da Bush nel 2002 per definire il gruppo di « stati canaglia » Iraq, Iran e Corea del Nord ndr ) dell’attuale Amministrazione USA, minacciando una operazione militare che, in ogni caso, non verrà mai posta in essere…

D : Professore, lei invece quale approccio consiglierebbe ?

G.E.V. : l’idea che eliminando il leader si risolve il problema è il segno di un grave errore di valutazione sia dal punto di vista concettuale che politico : un sistema politico non dipende mai solo dal suo leader ma è una struttura complessa che viene rapidamente ricreata se il leader cade. Psicologismo e personalismo sono due gravissimi errori per chiunque voglia gestire seriamente i problemi della Strategia Globale e della Politica Estera…le faccio un esempio : l’assassinio di Fidel Castro, pianificato dalla CIA non avrebbe distrutto il Comunismo Cubano ma, probabilmente, lo avrebbe reso piu’ forte e radicale nei confronti degli Stati Uniti…

D : Professor Valori, in una  sua recente pubblicazione su moderndiplomacy

(« Tension between North Korea and the United States ») lei mette in guardia dall’errore di sottovalutare la Russia come attore che potrebbe aiutare nella definizione di un quadro strategico piu’ sicuro rispetto alle intemperanze di Kim Jong Su…

G.E.V.: E’ cosi’:a mio avviso un altro grave errore dell’amministrazione Trump è quello di sottovalutare l’apporto della Russia alla definizione di un diverso quadro strategico. Mi spiego: nella fase attuale la tensione con la Cina è palpabile per i motivi già visti in materia di intelligence…sappiamo poi che in caso di implosione della Corea del Nord i Cinesi dovrebbero esser pronti a penetrare profondamente dentro i confini per impossessarsi della gran parte delle armi batteriologiche e nucleari della Corea del Nord per garantire la bonifica di tutta la penisola Coreana, il che comporterebbe anche l’esplusione dagli USA dalle loro basi. D’altro canto a fronte del graduale peggioramento, per motivi geografici e geo-politici dei rapport bilaterali Cina – Corea del Nord  fà da contrappeso l’eccellente rapporto della Russia con la Corea del Nord.

Ecco perchè la Russia gioca un ruolo determinante visto che insieme alla Cina e agli USA ha un chiaro interesse alla de-nuclearizzazione di tutta la penisola : il suo apporto risulta fondamentale in questa fase per iniziare  una serie trattative con la Corea del Nord che riportino gli ispettori IAEA nella penisola per riprendere il monitoraggio degli impianti nucleari e sopratutto i c.d. Six-party talks (serie di negoziazioni iniziate a Beijing nel 2003 fra i sei paesi Corea del Nord, Corea del Sud, Stati Uniti, Cina, Giappone e Russia all’indomani dell’abbandono della Corea del Nord del Trattatto di Non-Proliferazione Nucleare).

D : Professore, in uno dei suoi recenti articoli per moderndiplomacy  ( « How to solve the NorthKorean Military and strategic Issue ») lei cita anche la teoria di Bob Gallucci (Robert Gallucci, diplomatico e accademico Italo-Americano, Capo Negoziatore USA durante la crisi nucleare con la Corea del Nord nel 1994) in materia di relazioni bilaterali USA-Corea del Nord…

G.E.V. : In effetti è tornato di attualità :lui usava dire che « la crisi con la Corea del Nord non è come un buon vino che migliora con l’età »…parafrasandolo potremmo dire che non si esce da una situazione complicata come la attuale crisi dei rapporti con la Corea del Nord con una strategia « teatrale » che serve solo ai media che non risolve nulla, o ancora peggio minacciando la Corea del Nord militarmente. In questo modo il risultato sarà solo mettere fuori gioco Russia e  Cina che notoriamente vogliono la pace in quella regione. E non solo : con questa linea sconsiderata avremo una politica della Corea del Nord ancor piu’ aggressiva e una corsa al riarmo ancora piu’ veloce. Chi vuol capir, capisca…

 

 

 

 

 

 

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