L’alba dei papaveri

di Fiorella Cappelli

Conoscere una persona, in questo caso un’ autrice, attraverso ciò che scrive… è un percorso temporaneo in un percorso di vita.

Attraversare una silloge di sessantanove poesie d’amore e di identità per raccoglierne, attraverso i cinque sensi ed i quattro elementi naturali, ogni caratteristica è ciò che ogni lettore percepisce quando ha per le mani “L’Alba dei Papaveri” di Adua Biagioli Spadi.

Il verso è libero, evocativo suggerisce immagini : ” … Mari di stelle riflesse sulla sabbia/…La terra strugge le crete/nell’oro rosso del sole./…distese di papaveri al Nord…/. Nella poesia “Scegliere” ecco che appare  chiaro il concetto della precarietà della vita, del tempo: /…Nell’incertezza del tempo/ che sguscia…/; molte le figure retoriche, di contenuto: /Ti osservo/sottile come ostia/ in “Pagina bianca” e ancora : /mi giungi in bellissimo canto/come usignolo alla nebbia/… riferito a Milano, allegorie in concetti astratti che prendono forma concreta e riferiscono per immagini, esattamente come farebbe un pittore con la sua opera. L’artista ed il poeta si fondono e la bellezza del verso si colora: sono “smeraldine” le acque; “rossi”  i papaveri, la pietra, il gusto della passione; “blu ramoso di un cobalto” le parole antiche; “azzurro” l’orgoglio;  “d’argento” i sassi; seducente “bronzo” la morte del sole; “l’oro”, sempre dentro ai firmamenti.

Colori accesi, persistenti, nobili, mai casuali, mai scontati dimorano dentro e fuori le parole, le illuminano di una gioia magica e preziosa, colma sì di dubbi e di “incertezze di carta”, “ansie irrisolte” del vivere, ma riflettono anche sentimenti e stati d’animo profondi che coinvolgono emotivamente il lettore; /La speranza è un destino/inseguito nell’innocenza/ scrive la Biagioli Spadi, e la dipinge con un: /Punto giallo al centro del nero/.

Nelle figure retoriche di parola (allitterazione,  anadiplosi, anafore)  scopriamo, nella ripetizione  la musicalità del verso: /…La sera sì che si è spenta/ e dorme il lago/” Un Inverno”./Quando mi piaccio/volgo gli occhi altrove…/…Quando mi piaccio/accarezzo petali e fragole/…Quando mi piaccio/dipingo alla rinfusa/…Quando mi piaccio/dico no a chiunque…/.

Notevole la prefazione di Ilaria Minghetti, che affronta il percorso faticoso ed introspettivo dell’opera, frutto di sette anni di lavoro, l’esigenza dell’autrice, soffermandosi sul tema della ricerca di valutazione e condivisione, rimarcandone il sottotitolo:poesie d’Amore e di Identità.

Molto trasparente, cristallina, profumata, eterea, elegante, attraversa le stagioni tra i  silenzi, al vento, la poesia di Adua Biagioli Spadi e lo fa scrutando ed osservando gli occhi del mondo. /Pure io voglio trovare il raggio/del sapore imprigionato/nei loro fieri occhi/ in “Ragazzi Fiorentini”. /Affacciata ai tuoi occhi/in “Pagina Bianca”; /…Gli occhi grandi della terra…/in “Delle tue radici”; /Perché il mio più grande temere/è quello di perdere i tuoi occhi/in “Domande”. E sono tante le domande che il poeta si pone : “E fuori cosa c’è?”. Non lo sappiamo, ma quello che sappiamo di certo è che in questo libro c’è amore per la vita e… tanto sole.

L’aba dei papaveridi fiorella Cappelli

 

Adua Biagioli Spadi

LA vita Felice, 2015

pp.88; Euro 12,00

 

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