“L’albero delle zucche”. Recensione di Nadia Pesce

“L’albero delle zucche. Ovvero la stravagante storia del correttore di bozze e dell’investigatore di anime (pp. 200 – G. Meligrana editore, giugno 2017) è il quinto romanzo di Francesco Bova, madre ligure e padre calabrese.

Ernesto Zucca, ex correttore di bozze di una casa editrice, e la sua eccentrica famiglia improvvisamente spariscono da un appartamento di un quartiere borghese di Milano. E’ Aurelia Comencini, psicologa e pittrice, nonché amante del signor Zucca a denunciarne la scomparsa chiedendo aiuto alla famosa agenzia investigativa Tom Ponzi. L’incarico è affidato a Simone Degli Espinoza, giovane detective e anche indagatore di anime, come desidera farsi chiamare. Iniziano le ricerche ma nessuno del palazzo e del quartiere, dove vive Ernesto Zucca, si ricorda di lui e della sua numerosa famiglia, a tal punto che Simone si chiede se quella famiglia esiste realmente.

Presentato a Milano nell’ultima edizione di BookCity, è un delicato noir sullo stile di Simenon, per l’approfondimento della psicologia di tutti i personaggi e con puntuali riferimenti all’attualità del fenomeno delle persone scomparse – ghosting, ovvero della fantasmizzazione di chi decide di cambiare vita e a volte di cambiare anche la propria identità – e dei cadaveri senza identità, che spesso sono conservati anche per moltissimi anni nelle celle frigorifere degli obitori di buona parte del mondo.

E’ un romanzo intenso e nello stesso tempo molto preciso nello snodarsi della storia per la capacità dell’autore di presentarci i personaggi oltre la loro descrizione fisica. Ambientato a Milano, dopo qualche pagina ci si ritrova nel quartiere del correttore di bozze, e se ne percepiscono anche gli odori. Accade lo stesso quando si incontra l’investigatore Simone Degli Espinoza, che lo immagini e lo vorresti conoscere per la sua capacità di scavare dentro le persone. Ogni dettaglio è sviscerato e non conduce mai a momenti di noia per il lettore che si ritrova ad essere investigatore lui stesso.

Si arriva alle ultime pagine del libro col desiderio di conoscere la verità ma con la nostalgia di lasciare una storia ormai familiare che ci ha consentito di indagare anche un po’ dentro di noi. Il finale è una doppia sorpresa che suggerisce di non dare mai nulla per scontato.

(Nadia Pesce)

Francesco Bova
L’albero delle zucche.
Ovvero la stravagante storia del correttore di bozze e dell’investigatore di anime

pp. 200, euro 15,00
G. Meligrana editore,  2017

Lascia un Commento