L’altra televisione di Renzo Arbore

Un libro di Gianni Garrucciu offre una rilettura critica dell’uomo e dell’artista: cosa ha rappresentato e che ruolo ha avuto Arbore nel cambiamento della società italiana dal 1970 a oggi.

di Cecilia Cattaruzza

«Io penso che Arbore sia il facitore di programmi televisivi più geniale degli ultimi 50 anni, quindi dall’inizio della televisione in poi». Così dice Paolo Villaggio nella testimonianza sull’amico Renzo Arbore.

«Io credo di non dire niente di nuovo, osservando che – se c’è stato un cambiamento radicale in tutto quello che è lo spettacolo di intrattenimento – lo si deve a Renzo», gli fa eco Gigi Proietti.

«Quando lavoravamo insieme l’improvvisazione era tutto. Era il nostro pane quotidiano. Noi non scrivevamo mai niente: la nostra era una ininterrotta jam session. Sì, era come fare musica jazz, un uso intenso dell’improvvisazione e del ritmo: e dunque jazz e swing. Chi fa musica jazz non scrive musica, va e improvvisa», dice di Arbore il suo amico e collega di sempre, Gianni Boncompagni.

E Pippo Baudo, suo grande antagonista ai tempi di Domenica In e dell’Altra Domenica afferma: «Renzo ha avuto la fortuna di restare eternamente un goliardo, nel senso più puro del termine. È uno che ama il kazzeggio, come lui stesso lo definisce. Ma è un kazzeggio pulito, divertente. E quest’anima spensierata gli è rimasta attraverso gli anni.

E Fabio Fazio chiosa così: «C’era una volta la tv istituzionale. Poi è arrivato Renzo Arbore. Da quel momento è nata l’altra televisione. E per quelli della mia generazione – per me certamente – sono comparse all’improvviso l’alternativa, lo sberleffo, l’intelligenza che diventa provocazione: tutto questo era Renzo Arbore».

Chi è Renzo Arbore. Un intellettuale, o un anti-intellettuale? La finalità di Renzo Arbore, vita, opere e (soprattutto) miracoli è quella di offrire una rilettura critica dell’uomo e dell’artista: cosa ha rappresentato e che ruolo ha avuto Arbore nel cambiamento della società italiana dal 1970 a oggi, partendo da una singolarità: se è vero che Arbore ci ha avvicinati a diverse culture, a un mondo globalizzato, è anche vero che è rimasto molto legato alle proprie radici di uomo del Sud, di provinciale (come ama definirsi): insomma una sorta di Renzo Arbore GLO-CAL.

Renzo Arbore, vita, opere e (soprattutto) miracoli, ricostruisce le varie figure dell’artista, e si arricchisce di una ricca serie di interventi di personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’arte, che hanno il compito di dare una lettura critica del personaggio. Così, dopo una prima parte dedicata a una singolare biografia dell’artista pugliese (ricca di aneddoti e racconti la maggior parte inediti), si arriva  al ricco parterre di personaggi: il linguista Tullio De Mauro; il premio Oscar Roberto Benigni; Ivano Dionigi (Rettore dell’Università di Bologna, presso la quale Arbore ha inaugurato con Umberto Eco Il Museo della Goliardia); il semiologo Franciscu Sedda. E i suoi compagni di viaggio: da Gianni Boncompagni a Pippo Baudo; da Fabio Fazio a Paolo Villaggio; da Gigi Proietti a Pupi Avati; da Maurizio Nichetti a Nino Frassica; da Marisa Laurito a Gegé Telesforo; da Monica Nannini a Rita Vicario; da Ugo Porcelli al jazzista Paolo Fresu; da Ficarra e Picone a Elio e Le Storie Tese, ed altri. Sino al racconto finale: un Renzo Arbore senza veli che – con curiosità e aneddoti inediti – chiude i libro raccontandosi e analizzando il perché del suo successo attraverso le varie generazioni: «Come faccio a unire tante generazioni e tanti stili? Forse perché i giovani sanno che io non mi svendo. Non mi do per soldi, faccio quello mi piace e che so che piace. Molto lo devo anche ai genitori di questi ragazzi, che a tavola parlano della televisione di Arbore e la rimpiangono; e non sto sempre in tv dalla mattina alla sera, non invado il video. Perché in video, bisogna affacciarsi soltanto quando hai qualcosa da dire».

Con questo libro, Gianni Garrucciu giunge al suo quarto lavoro editoriale. Il primo dedicato alla televisione (Il Telegiornale tra informazione, potere e spettacolo, per Capone editore); il secondo alla radio (Buonasera ovunque voi siate, breve storia degli 80 anni della radio narrata dai protagonisti, Rai Eri); il terzo su Giovanni Paolo II, L’Uomo che ha cambiato gli uomini (sempre con Rai Eri), col quale ha vinto sei premi.

Renzo Arbore, vita opere e (soprattutto) miracoli (anche questo per Rai Eri), si è già imposto all’attenzione del pubblico. Presentato a Che tempo che fa, lo spazio dedicato ad Arbore, ha fatto lievitare gli ascolti sino a raddoppiare lo share durante l’esibizione di Arbore e la presentazione del libro.

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