L’amore per Matera “vecchia signora” nei versi di Dante Maffia.

L’onda lunga della metafora invade la poesia di Dante Maffia e ci coinvolge nel gioco sottile dell’analogia di Matera, icona di  donna e madre che nel grembo dei suoi Sassi, racchiude il suo fascino, senza tempo. La raccolta poetica “Matera e una donna” (ed. Terra di ulivi), con foto di Elio Scarciglia,  propaga  emozioni che si dilatano, infatti,  da un tempo remoto.

Il libro è sì un omaggio alla citta lucana, che ha appena inaugurato l’anno che la vede Capitale europea della cultura, ma è soprattutto un omaggio al germogliare del sentimento amoroso. Sembra  come  un unico lungo poema, intervallato dalle immagini fotografiche che danno ulteriore enfasi ad alcuni particolari, E vi si ritrovano tutte le suggestioni letterarie dei classici, da Catullo a Kavafis, passando per Lorca e  Saba, che con il suo “Trieste e una donna” ha ispirato proprio il titolo della raccolta. Dalla prefazione a firma di Luigi Reina si legge infatti: “Può una città assumere forme e sembianze di una donna, esibire la sua grazie e la sua sensualità….? A voler dar retta ai poeti sembrerebbe proprio di si: in poesia tutto è possibile. Se poi il poeta chiamato in causa è Dante Maffia, con la sua passionalità e la sua motivante ansia di verso e se la città rivisitata è Matera col carico della sua storia e il fascino misterioso dei suoi baluginanti richiami è cosa più che naturale…”.

di Antonella Lippo

La carrellata di immagini-ricordi che il libro svela racconta di luoghi, che riportano gli echi di incontri con letterati, artisti, fotografi, come Mario Cresci, Josè Ortega, Luigi Guerricchio, Rocco Scotellaro; ma su tutti domina l’incontro, quello che da origine al fiume dei ricordi: la prima gita scolastica a Matera e quella ragazzina, la cui immagine  diventa fonte ispiratrice per il poeta.

E così, in una sequenza di scorci vorticosi, con il ritmo sostenuto del verso, che raramente plana, indugiando sui dettagli,  si esprime tutta l’ansia del bisogno amoroso.

Ora l’auspicio è uno solo: che Matera, capitale dell’Europa, non diventi la città dei poeti “ruffiani pronti a idolatrarla a farle profferte d’amore”. Maffia con i suoi versi si fa paladino di un’autenticità da tutelare, invitando tutti a rispettare Matera come “una vecchia signora” , la cui storia celebra il suo riscatto e la sua “redenzione”.

Maffia ha dato alle stampe complessivamente circa 100 volumi fra poesia, romanzi, saggi e ha curato opere di Campanella, Tasso, Goldoni, Capuana, Deledda. Magris, Lagorio, Saviane, Tabucchi. Varie Università, Fondazioni di tutta Italia, il Consiglio regionale della Calabria (sua terra di origine) lo ha candidato Premio Nobel per la letteratura.

 

Antonella Lippo

Lascia un Commento