Le radici rinascimentali dell’Illuminismo italiano

di Niccolò Lucarelli

A far sì che il Settecento italiano fosse meno buio e più al passo con quello europeo, contribuì in maniera sostanziale Lodovico Antonio Muratori (1672-1750), bibliotecario e storico, fra i protagonisti dell’ultima grande stagione degli Este ferraresi. È a lui, al suo spirito di infaticabile ricercatore, che si deve il recupero di gran parte del pensiero riformistico italiano del secondo Cinquecento. Manuela Bragagnolo, studiosa di Muratori e ricercatrice presso il Max Planck Institut di Francoforte sul Meno, ha realizzato un approfondito studio su aspetti sin qui poco indagati del pensiero dell’erudito modenese e ricomponendo un percorso che costituisce un vero e proprio ponte fra il Rinascimento e l’Illuminismo. Numerosi i manoscritti raccolti e stampati dal Muratori, allo scopo di far circolare idee e concetti artistici, scientifici, politici, letterari; un’impresa compiuta anche grazie alla collaborazione di tutti quei letterati con cui il modenese era in corrispondenza, e che facevano parte di quella istituzione morale all’epoca nota come “Repubblica letteraria d’Italia”. A scorrere le pagine recuperate dal Muratori, emerge un’Italia assai diversa da quella della vulgata controriformista, dove spicca un atteggiamento critico verso la mancanza di libertà dovuta all’azione del Tribunale dell’Inquisizione. Il diritto in particolare trova spazio negli autori studiati dal Muratori, che lo ispirarono per le sue teorie politiche. L’agile saggio si sviluppa in ordine cronologico, e accosta la biografia del Muratori alle sue ricerche storiche.

 

Manuela Bragagnolo

Lodovico Antonio Muratori e l’eredita del Cinquecento nell’Europa del XVIII Secolo

Leo S. Olschki Editore, 2017

pp. 166, euro 25,00

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