Legge per il libro: promuovere la santa alleanza tra lettori e librerie

Voi che leggete molti libri preferireste acquistare un libro con lo sconto del 15% o anche del 20 o 25 % o con sconto del 5%?
Posta in questi termini la risposta è scontata. Ma andando più in profondità osservo:
- il libro è uno dei pochi beni che ha un prezzo imposto dal produttore, in questo caso il prezzo di copertina stabilito dall’editore. E’ evidente quindi che, prevedendo di poterlo mettere in commercio scontato, il prezzo di copertina può essere aumentato. In tal modo lo sconto diventa in effetti uno specchietto per le allodole
- Attraverso lo sconto si costruiscono posizioni dominanti sia nel settore editoriale che in quello distributivo ed in particolare nelle vendite online con situazioni veramente devastanti per la filiera del libro
Quali sono le conseguenze dello sconto dei libri? In primo luogo la scomparsa delle librerie indipendenti, che spesso nei piccoli centri risultano essere insieme alla scuola l’unica struttura culturale e di promozione della lettura attraverso l’azione del libraio. Nello stesso tempo anche i gruppi editoriali attraverso la politica degli sconti negli ultimi anni mettono in difficoltà i piccoli editori. Nel 2011 l’88% delle copie prodotte in Italia erano appannaggio dei grandi gruppi editoriali mentre nel 2017 questa quota è arrivata al 90% nel 2017 (Associazione librai italiani su dati Istat: Per quanto riguarda le librerie nel periodo 2011-2016 sempre secondo i dati Istat sono scomparse 2000 cartolibrerie; le chiusure non si sono fermate negli anni successivi, tanto che nel 2018 per la prima volta in Italia le vendite online hanno superato le vendite nelle librerie indipendenti.
Cosa ci riserva il futuro? Se continua questa tendenza si andrà verso una concentrazione in poche mani dell’offerta editoriale, sempre più indirizzata al mercato che alla qualità. Ma gli stessi grandi gruppi editoriali non si accorgono che la campana suonerà anche per loro! Nel momento in cui si sarà completata la concentrazione nel settore distributivo sarà Amazon a “ingaggiare” gli scrittori di maggior successo per pubblicare direttamente scavalcando gli editori e distribuendo i loro libri in più lingue a livello globale (questo fenomeno peraltro è già presente nelle produzioni cinematografiche con grandi player dell’online come Netflix e la stessa Amazon).
Un mondo senza librerie ed editori, in cui le scelte di cosa pubblicare e vendere saranno nelle mani di pochi, senza alcun controllo e con un unico obiettivo, il denaro! E’ questo il mondo che vogliamo?
Sergio Auricchio

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