LIbrerie: il grido di allarme della Odradek

Dall’inizio della crisi, anno 2007, Odradek La Libreria perde 50000 euro di fatturato l’anno, passando dai 210 mila euro agli attuali 160 mila euro. I conti a noi librai si fanno subito. Calcolando una media del 30% di guadagno, ogni anno la Libreria perde 15 mila euro di profitto. Con un affitto di 2350 euro al mese (diminuito a 1900 fino al 2019 grazie alla sensibilità della proprietà dei locali), alla Libreria rimane ben poco. Le cifre sono importanti per comprendere che le librerie non sono attività commerciali redditizie. Sono viceversa luoghi di passione e resistenza dove il lavoro non viene pagato come dovrebbe. Questa condizione riguarda tutte le librerie italiane. Dispiace constatare che i librai siano restii a rendere pubblici i loro incassi. Dal 2007 al 2017 Odradek La libreria ha accumulato 20.000 euro di debito con la Banca (praticamente tutto il fido a disposizione). A ben guardare sono 2000 euro l’anno, cifra irrisoria ma che accumulata rende la vita difficile. Nonostante gli incassi mensili che attualmente sfiorano i 14000 euro al mese (agosto 6000) non riusciamo ad abbattere il muro del debito accumulato. Serve un rapido intervento affinché Odradek non chiuda i battenti. L’idea pilota su cui stiamo lavorando è molto semplice. Se la Libreria fattura dignitosamente ma in virtù della congiuntura accumula debiti è auspicabile che chi ha un reddito stabile aiuti questo BENE COMUNE a continuare a vivere. Stiamo cercando tra i nostri clienti la disponibilità a donare qualunque cifra in grado di riportare a zero il deficit in banca. Quattro quote da 5000 euro? 10 quote da 2000 euro? 20 quote da 1000 euro? L’importante è rispondere alla richiesta d’aiuto che abbiamo lanciato. Un esperimento pilota in cui una o più persone adottano una libreria per salvaguardarne l’esistenza. Odradek deve solo fronteggiare 20000 euro di debito, il resto riguarda la vita di Davide & Katia che hanno deciso, autosfruttandosi, di contribuire con il loro impegno a una città più sensibile e umana di quella in cui viviamo. Non è assistenzialismo è un aiuto concreto che si può realizzare per non vedere distrutta una delle esperienze italiane più interessanti del panorama culturale italiano.

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