Lorenzo Masciandaro: ” Le divisioni cristiane e le prospettive ecumeniche”

di Biagio Gugliotta

 I problemi religiosi sono sempre stati un argomento di grande interesse per la storiografia, in modo particolare con l’avvento del cristianesimo l’attenzione si è rivolta verso la analisi e il confronto tra il mondo ebraico e un modo rinnovato di percepire il monoteismo dell’antico testamento.

 

Il libro di Lorenzo Masciandaro “Le divisioni cristiane e le prospettive ecumeniche”  di 124 pagine, edito da Edizioni Magister di Matera, ed acquistabile al prezzo di 13 euro, mette in evidenza le cause di separazione interne al cristianesimo non solo da un’ottica volta a prendere in considerazione solamente la varietà dei sistemi teologici sviluppati dagli studiosi, ma anche le condizioni culturali in cui questi sono nati e si sono evoluti. Ad esempio il fattore politico, espressione di una determinata cultura, può orientare un governante a percepire un costrutto teologico in modo differente rispetto ad un altro, in virtù di quelli che sono i suoi obbiettivi .La strada ecumenica intrapresa alla fine del Medioevo si focalizzò sulla ricerca di accordi teologici, per poi imprimere, in base a questi, una differente impostazione culturale nelle realtà cristiane trasformatesi in seguito a questi cambiamenti. Il primo tentativo di unione tra i cristiani greci e latini risale al secondo concilio di Lione nel 1274, convocato e presieduto da papa Gregorio X. Nel corso dell’assemblea il primate di Roma lesse e chiese ai cristiani d’Oriente di approvare una professione di fede di stampo occidentale, senza che questa fosse discussa. Essa prevedeva l’accettazione da parte di tutta la cristianità del Credo niceno-costantinopolitano con l’aggiunta del Filioque, che era stato uno dei principali motivi di rottura tra i latini e Costantinopoli. L’imperatore d’Oriente Michele VIII paleologo accettò la nuova proposta teologica e cercò di imporla, se pur senza esito, nei suoi territori; il che lo portò a convergere su di sé sia l’ostilità dei cristiani d’Occidente, che lo accusavano di essere venuto meno alla parola data, sia dei greci, in totale disaccordo con questo passivo tentativo di sottomissione al papa. fattore politico, espressione di una determinata cultura, può essere determinante in alcune scelte teologiche. Turchi ottomani minacciosi alle porte del suo dominio. Dopo il ritorno della delegazione bizantina a Costantinopoli, la maggior parte dei vescovi ritrattarono gli accordi presi in Italia e i pochi greci che rimasero fedeli alle sottoscrizioni di Firenze, diedero vita ad una vera e propria Chiesa Ibrida, tutt’oggi esistente, denominata: “Uniata”, latina nel Credo e bizantina nel rito. Con l’avvento dell’Età moderna, i cristiani occidentali si ritrovarono a gestire un problema ben più grave di quello sollevato dagli orientali: l’eresia protestante; per cui la questione Ortodossa venne archiviata e il tentativo di controllare il movimento dei riformatori divenne la principale preoccupazione dei papisti. Nel frattempo, tra XV e XVI secolo, il livello di corruzione della chiesa di Roma giunse al culmine, palesato dallo scandalo delle indulgenze che ne fu l’esempio concreto. Il tentativo di sovvertire questo sistema, da parte di Lutero, ebbe un duplice effetto: da una parte provocò un profondo risentimento nei papi, i quali si videro gradualmente abbandonati da molti laici e religiosi che fino ad allora si erano completamente affidati al pontefice; dall’altra incrementò al vertice dell’istituzione ecclesiastica la consapevolezza di avviare una concreta e incisiva azione di riforma, volta a ridefinire un sistema che stava perdendo gran parte dei consensi. Da questo punto di vista, la riforma protestante fu una vera e propria risorsa per Roma, un potente incentivo verso la revisione di un sistema depauperatosi dai veri valori che lo avevano costituito, e il concilio di Trento fu il tentativo attraverso cui la Chiesa cattolica cercò di ridefinire una propria identità e di richiamare gli eretici riformatori all’obbedienza.

LORENZO MASCIANDARO

LE DIVISIONI CRISTIANE E LE PROSPETTIVE ECUMENICHE

PAGG 120

2019 EDIZIONI MAGISTER

COSTO 13 EURO

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