Marco Ianes, Il nuovo mondo

Marco Ianes è uno scrittore, progettista di impianti industriali e consulente tecnico ambientale e per le energie rinnovabili. Si occupa di ambiente e di sviluppo sostenibile scrivendo articoli sul suo blog e sulla versione online de “Il Fatto Quotidiano”. Il Nuovo Mondo è il suo romanzo d’esordio, in cui si racconta della fine dell’umanità così come la conosciamo, e della lotta di pochi superstiti per riportare una vita più consapevole sul pianeta Terra.

 A cura di Antonella Quaglia

«Il Nuovo Mondo è un romanzo di fantascienza apocalittica ma è anche una sentita riflessione sui cambiamenti climatici e sulle conseguenze sul nostro ambiente. L’opera è divisa in quattro parti, nelle quali nella prima metà si assiste alla quasi totale distruzione del pianeta Terra e nella seconda, con un netto cambio di tono, si partecipa a un tentativo di rinascita e di fondazione di un nuovo mondo. Di cosa parla più nel dettaglio il suo romanzo?».

Il Nuovo Mondo vuole attirare l’attenzione sul grave problema dei cambiamenti climatici che stanno modificando la nostra Terra e la nostra vita. I cambiamenti climatici sono una cosa naturale, ma il tempo con il quale stanno cambiando è il vero nocciolo della questione. Ed è scientificamente provato che è proprio l’attività dell’uomo moderno che sta accelerando questi tempi in maniera esponenziale. Direi che il punto focale del romanzo è proprio qui. L’Uomo si rende conto che deve cambiare atteggiamento, ma non lo fa, perché gli interessi economici prevalgono sempre sul bene collettivo. Forse, il presagio di una vera e propria apocalisse lo potrebbe indurre a politiche migliore di sfruttamento dei beni naturali? Non lo so, ma non vedo molta capacità di cambio marcia, nelle politiche internazionali su larga scala.

 

«Quali opere letterarie o particolari avvenimenti hanno ispirato la stesura de Il Nuovo Mondo?».

Il Nuovo Mondo nasce dalla fantasia del suo autore. Ci sono, tuttavia, alcuni agganci che è possibile abbinare ad altre opere. Mi viene in mente il fim “The day after tomorrow”, dove l’arresto della corrente del Golfo ha determinato una glaciazione diffusa e rapidissima. Questa, tuttavia, è una teoria attualmente allo studio della comunità scientifica, perché è un dato di fatto che la corrente del Golfo stia rallentando. E, nella mia storia, lo spiego bene.

 

«In un romanzo come Il Nuovo Mondo è necessaria una grande preparazione tecnica per trattare di calamità naturali e delle loro cause e conseguenze, e sicuramente parte di essa deriva dalla sua professione legata allo studio dell’ambiente e delle energie rinnovabili. Di quali altri contributi esterni si è avvalso per esporre le teorie contenute nell’opera, e quanto è importante il lavoro di ricerca in un romanzo di genere che espone conoscenze e scenari che devono essere scientificamente plausibili?».

Il Nuovo Mondo nasce dopo oltre un anno di ricerche e approfondimenti. Non vi è dubbio che la mia formazione personale ha contribuito non poco, tuttavia è necessario sempre verificare ciò che si scrive, pur in un romanzo, quindi con la fantasia. Le ricerche mi hanno portato a Londra, a parlare con un climatologo per alcuni confronti tecnici; poi, in alcune biblioteche universitarie dove ho approfondito alcuni temi. Il romanzo porta il lettore in giro per il mondo, da Trento, mia città di origine, a Londra, Mosca, Bonn, Washington, la Groenlandia. Posti bellissimi, alcuni visti di persona, altri con l’aiuto del web, soprattutto il dark web, dove le informazioni sono meno plasmate.

 

«Che messaggio ha voluto lasciare al lettore nel concetto ripetuto più volte nel corso del suo romanzo di “creare un mondo a misura di bambino”?».

La risposta è semplice. Quale lettore farebbe vivere il proprio bambino in un mondo dove il rischio di morire per inquinamento tossico è altissimo? Quale lettore farebbe vivere il proprio bambino in un mondo dove la corsa al dominio per acqua ed energia è superiore alla volontà di condividere i beni comuni? Ebbene, moltissimi lettori! Si, perché è ciò che permettiamo ogni giorno in questa nostra società! Quindi, la speranza di creare veramente “un mondo a misura di bambino”, diventa un tema ricorrente e dominante nella mia storia.

 

«Colpisce molto nel romanzo Il Nuovo Mondo la differenza abissale tra chi dovrebbe e potrebbe lavorare per il bene comune e non lo fa, e chi cerca, con i mezzi limitati di cui è fornito, di salvare una situazione ormai giunta a un punto di non ritorno. Sto parlando dell’insensatezza dei presidenti americano e russo che si scontra con la dedizione con cui i cinque giovani protagonisti del romanzo cercano di creare consapevolezza sui problemi ambientali, e che li porterà poi a essere scelti per costruire un mondo migliore. Ci parla della creazione dei suoi personaggi, sia di quelli positivi che negativi? A chi si è ispirato per delinearli?».

Dunque, i personaggi sono ovviamente frutto della mia fantasia. Tuttavia è chiaro che si vuole richiamare l’attenzione su modelli esistenti o quantomeno similari. I presidenti delle due superpotenze storiche sono eletti grazie ai supporti delle lobby del petrolio e degli affaristi in genere. Questo determina il fatto che, pur detenendo il potere per cambiare le cose, non lo possono fare, perché sarebbero estromessi dal potere stesso in breve tempo; è un circolo vizioso, indubbiamente difficilissimo da spezzare. I cinque giovani, invece, rappresentano la diversità del mondo, poiché provengono da paesi diversi da culture diverse. I giovani sono ancora puri nell’animo, non contaminati da schemi politici preconfezionati e, quindi, sono in grado di fare davvero il bene comune, senza interessi personali. I cinque del libro nascono dalla mia fantasia, con qualche riferimento caratteriale personale o di qualche giovane che ho avuto il piacere di incontrare nella mia attività di insegnante.

 

«Il Nuovo Mondo riesce a unire intrattenimento e impegno ecologico, e cerca di far riflettere sulla possibilità di compiere una svolta di pensiero e azione per costruire un mondo sano, che a sua volta possa ospitare un essere umano rispettoso del dono che gli è stato concesso. Pensa che la letteratura possa dare un contributo concreto per infondere nell’uomo contemporaneo più consapevolezza sui temi ambientali?».

Ne sono pienamente convinto, dato che ho investito circa un anno e mezzo del mio tempo libero per scrivere questo romanzo. La cosa che mi da molto fastidio è che non si riesce molto a divulgare la presenza di storie come questa. Se non hai il grande nome, la stampa ti snobba, difficilmente trovi spazio per promuovere la tua opera. E non sono interessato all’aspetto economico della vendita del libro, mi creda. Chi scrive conosce le percentuali che vanno in tasca agli autori, non è questo il problema, dato che vivo del mio lavoro di insegnante. Il problema è proprio legato al poter diffondere i contenuti; interviste come questa servono tanto, ma molti quotidiani di “alto rango” non ti degnano nemmeno di uno sguardo. E, secondo me è un vero peccato, perché con la diffusione di storie come questa si potrebbe far crescere la consapevolezza del problema.

 

«Il Nuovo Mondo si presterebbe molto bene a una trasposizione cinematografica, per la sua trama affascinante, per la varietà e complessità dei personaggi e per la tematica attuale e stimolante. Cosa ne pensa?».

Penso che sarebbe una bellissima cosa e sono convinto pure io che potrebbe essere la trama di un buon film. Ma, come ho detto, prima, bisognerebbe farlo leggere a chi determina le scelte delle case cinematografiche. E, anche qui, vuoi mai che uno scrittore emergente possa trovare i canali per arrivare così in alto? Forse, nel Nuovo Mondo!

 

Titolo: Il Nuovo Mondo

Autore: Marco Ianes

Genere: Fantascienza

Casa Editrice: Gruppo Albatros Il Filo

Collana: Nuove voci Imago

Pagine: 260

Codice ISBN: 978-8856791501

 

 

Contatti

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