Migrazioni

di Irene Toppetta

In questo libro, Anna Bono, studiosa che si occupa di Africa da tanti anni, tenta di fare il punto sulla questione delle migrazioni, partendo da dati oggettivi.

Innanzitutto, sottolinea l’autrice, è sbagliato usare come sinonimi i termini profugo e rifugiato.

Profugo – in inglese, “Forcibly displaced person”: persona sfollata a forza – è chiunque sia costretto ad abbandonare la sua casa per via di persecuzioni di vario genere. Se questa persona, nel mettersi in sicurezza, non supera i confini del proprio stato, è un profugo interno o sfollato. Invece, il profugo che lascia il proprio paese, diventa rifugiato se chiede ed ottiene asilo oltre confine. In questo secondo caso, c’è la Convenzione di Ginevra sui rifugiati.

Chi ha lo status di rifugiato in Italia gode del diritto all’istruzione pubblica, dell’assistenza sanitaria e sociale, inoltre ha diritto al ricongiungimento familiare ed ha la possibilità di lavorare. L’assistenza sanitaria e sociale, la pubblica istruzione per i minori e i corsi professionali per i maggiorenni si hanno subito dopo aver fatto richiesta di asilo, in attesa della risposta. Inoltre, 60 giorni dopo la presentazione della domanda, si può lavorare, e se non si ha un posto in cui abitare, si viene inseriti in un sistema di accoglienza che prevede posti in strutture o un sussidio in denaro.

Dal 2015, però, il sovraffollamento dei centri e delle strutture è una costante, poiché in Italia vivono almeno mezzo milione di stranieri entrati illegalmente.

Il fatto è che non tutti quelli che fanno la domanda hanno una situazione alle spalle che la giustifichi. Molte persone lasciano il loro paese non a causa di guerre e altre gravi ragioni, ma perché vogliono di più in termini economici. Anna Bono riporta alcuni esempi di persone che hanno intrapreso il viaggio anche se già lavoravano nel loro paese, perché erano attratte dalla presunta ricchezza europea.

Moltissime persone emigrano clandestinamente, ricorrendo ai trafficanti di persone, sostenendo costi elevati e rischi, convinti di trovare un benessere assicurato. Ma, la realtà è molto diversa: l’Europa stessa è in difficoltà.

L’Africa ha moltissimi problemi. Anche se in alcuni paesi africani c’è crescita economica, essa non si traduce in sviluppo a causa della corruzione e di altre problematiche. Tutto ciò va affrontato. Ciò non toglie che, secondo la studiosa, bisogna essere realisti, distinguere cioè tra rifugiati ed emigranti, pensare alla reale capacità di accoglienza dell’Italia e degli altri paesi europei, alla reale possibilità di integrazione, e occorre anche una riflessione profonda sul modello di sviluppo stesso che si è portato avanti finora.

Anna Bono

Migranti!? Migranti!? Migranti!?

Edizioni Segno, 2017

pp.148, Euro 12,00

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