Nero. Storia di un colore

di Luca Volpe

Michel Pastoureau è uno storico francese figlio dello scrittore surrealista e cugino dell’arcinoto antropologo Levi-Strauss. Una presentazione già importante, che comprende nella sua biografia la presidenza della società d’araldica e sigillografia e diversi studi sul medioevo, più la conduzione di varie cattedre di storia universitaria. La particolarità della sua opera è lo studio dei colori nella storia Europea, una stimolante divagazione che conta diverse pubblicazioni e delle monografie dedicate ai singoli colori, alla loro storia non solo artistica ma sociale, all’impatto psicologico nelle diverse epoche e agli aspetti simbolici e filosofici. La seconda monografia sui colori è quella sul nero, colore che ha subito grosse trasformazioni nella percezione artistica e sociale.
L’opera comprende lo studio delle tecniche di tintura dei tessuti e la funzione sociale dei tintori, elemento tipico della storiografia francese novecentesca, ma nell’insieme è un affresco coinvolgente e stimolante, che insegna l’importanza simbolica per l’occhio, la mente, i gruppi, le classi, le società, le epoche. L’aspetto rivoluzionario dell’opera di Pastoureau è ricostruire la funzione simbolica e quella sociale dei colori. Il nero è un colore doppio, sdoppiato alle origini della storia fra la variante lucida e quella opaca, la prima per lungo tempo irraggiungibile dai tintori e legata ad animali tipici della mitologia nordica come il corvo e la cornacchia, perciò amata e agognata;
la seconda odiata e temuta, legata alla morte e al disfacimento. Viene anche analizzato l’aspetto linguistico di questa storia, il suo riflettersi nelle evoluzioni linguistiche specie dei paesi anglosassoni. La carrellata attraverso i secoli è strutturata cronologicamente con alcuni piccoli rimandi che, continuamente, aggiornano il quadro complessivo. La scrittura è scorrevole e adatta al grande pubblico, in certi punti molto essenziale da sembrare un riassunto, ma affiorano qua e là considerazioni strettamente personali dell’autore, che spiazzano per la sua semplicità, inaspettata in un uomo col curriculum, la famiglia e la preparazione che lo contraddistinguono. Un libro sottile e arguto che continuamente rianalizza e getta nuova luce sui problemi della vita di tutti i giorni in diverse epoche e sale di complessità sino alla geopolitica di quelle stesse epoche. Al suo interno, diverse illustrazioni danno il peso visivo della questione. Intrigante.

Michel Pastoureau
Nero. Storia di un colore
Trad. Monica Fiorini
Ponte alle grazie, 2016

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