November Road

di Filippo Accettella

Una lettura appassionante con un crescendo di tensione e complicazioni che, come in ogni thriller che si rispetti, si scioglieranno solo nell’epilogo. Novembre 1963. L’incontro casuale tra due persone in fuga, Frank e Charlotte. Lui, scagnozzo in ascesa in un clan di New Orleans, alle prese con un segreto troppo scomodo, lei, madre premurosa di due bambine belle e intelligenti, costretta a portare avanti la finzione della famiglia perfetta difronte ad un marito che sa solo ubriacarsi e deluderla. Frank scappa perché sa di sapere troppo, Charlotte perché sa di sapere troppo poco (del mondo). I due sono opposti destinati a condividere un pezzo di strada e di vita, a coprirsi le spalle a vicenda, a sognare un futuro migliore. Sullo sfondo un Paese che proprio in quegli stessi giorni, i sogni li vede andare in frantumi, spazzati via dai proiettili che colpiscono a morte il suo presidente, mentre sfila in auto lungo le vie di Dallas. Il delitto JFK non segna soltanto la fine delle ingenuità e delle illusioni ma rappresenta anche lo specchio di ciò che accade ai due protagonisti, costretti a fare i conti con una realtà molto diversa rispetto alle aspettative coltivate fino a qualche attimo prima. Il fascino eterno delle avventure “sulla strada” con il suo corollario di stazioni di servizio polverose, motel dagli odori stantii, bar lungo le statali sposano perfettamente quel genere di letteratura a stelle e strisce che non smette mai di farci sognare e inquietare. Ma una strada non è solo una strada. È anche un modo dove entrambi non cercheranno solo di sopravvivere, ma di vivere davvero, forse per la prima volta, e questo potrebbe farli uccidere tutti e due. Lou Barney, scrittore dell’Oklahoma, centra perfettamente il momento storico e i personaggi, creando un giusto mix tra sentimentalismo e adrenalina.

Lou Barney

November Road

348 pagine 18,00 euro

HarperCollins Gennaio 2019

 

recensione pubblicata su Legegre:tutti di Aprile 2019 N° 129

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