Stephen King contro l’uomo nero in The Outsider

di Filippo Accettella
  Stephen King scrive da quasi mezzo secolo capolavori come pochi altri al mondo. Alle soglie del suo sessantesimo romanzo continua a trovare ispirazioni sempre nuove per i suoi lettori. Con “The Outsider” disinnesca le bugie della violenza mediatica ripescando la più grande paura di sempre, quella per l’Uomo Nero. È possibile che Terry Maitland, l’amato e stimato prof d’inglese e allenatore (Coach T) delle squadre studentesche di baseball e football, sia il maniaco che ha violentato e ucciso un ragazzino di Flint City, Oklahoma? Forte di una serie di prove schiaccianti su di lui, mosso da un sentimento di rivalsa e disgusto nei confronti dell’uomo che ha allenato suo figlio, l’integerrimo detective Ralph Anderson decide di esporre Terry Maitland a una gogna pubblica, che finirà per ritorcerglisi contro. Perché Terry Maitland ha il classico alibi di ferro. È possibile che una persona si trovi in due posti diversi nello stesso istante? «È come se fossi finito dritto dentro un romanzo di Kafka. O in 1984 di Orwell. E mi sono trascinato dietro anche te e le bambine», dirà Terry alla moglie nel colloquio in carcere. Ma allora chi ha ammazzato il piccolo Frank? Non dobbiamo essere ciechi, abbiamo bisogno di credere all’inesplicabile perché “l’universo non ha confini” (lo ricorda al detective Anderson – e al lettore – Holly Gibney, vecchia conoscenza dei lettori “kinghiani- è lei il personaggio chiave del romanzo, la parte mancante del puzzle?). “The Outsider” è stato presentato come il lavoro più politico di King, del resto è aderente al tempo presente. The Outsider comincia come un mistero alla Edgar Allan Poe, prosegue come un rompicapo alla Agatha Christie, si chiude con un duello al cimitero da western di Sergio Leone. Sono quarantaquattro anni che King combatte contro la paura. Stavolta si arrende. I mostri sono i più forti. I mostri siamo noi.

 The Outsider
530 pagine 21,90 euro
Sperling & Kupfer Ottobre 2018

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