Profilo discreto con titolo acronimo: una autrice post-accademica (uapa)

di Graziella Tonfoni

L’autrice invita ad estrarre alcune frasi, a sintetizzare o riprodurre interamente tutti i paragrafi, da questo profilo bibliografico, tratteggiato da lei, proprio per fare realizzare una quarta di copertina che si riveli particolarmente adatta alla pubblicazione non solo online ma anche cartacea di un volume unico in forma di antologia stabile.
[…] Graziella Tonfoni, studiosa insignita del Premio Lega Navale Italiana 1974, di Menzione d’Onore Ettore Majorana 1975, laureata con lode in Linguistica Generale 1981 in Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Premio Minerva Donna per a Ricerca Scientifica e Culturale 1984, fu scienziata precoce, ideatrice di potenti teorie, già in giovane età. Decise di rinunciare alla fama, che le sarebbe derivata dall’immediata pubblicizzazione della sua più imponente intuizione, prevedendone la portata, preventivandone possibili effetti collaterali. Internazionalmente nota e accreditata, ricercatrice dal 1983 al 2015, autrice di ben più di duecento pubblicazioni scientifiche di storica rilevanza, è stata fondatrice di nuovi settori interdisciplinari, docente accademica, costantemente impegnata nella definizione dei problemi di comunicazione, nella cura delle disfunzioni informative, pioniera e ideatrice di metodologie multimediali al servizio della didattica universitaria. Parallelamente, scrittrice letteraria prolifica di raccolte poetiche, epistolari allegorici, narrativa distopica, fantasy didascalica, con una prosa autobibliografica, sempre attenta alle sfumature retoriche, alle ripercussioni stilistiche delle sue paradossali, surreali narrazioni, influenzate dalle sue stesse ricerche e scoperte nel settore delle scienze cognitive, computazionali, della multimedialità. Nella sua produzione letteraria “maggiore” (1983-2015) sia edita che inedita, in lingua italiana e in lingua inglese, ha documentato, mediante iperboliche teatralizzazioni, corredate da compendi grafici, i più significativi eventi, salienti periodi, nella storia della linguistica  computazionale del secolo scorso. Nel terzo millennio è stata osservatrice, analista accurata dell’economia culturale e dell’antropolinguistica di eurozona.
Dal 2016, la sua produzione letteraria “minore” rappresentata da racconti brevi, non per questo meno significativi, si differenzia dalla precedente, per temi e problemi, sempre di estrema attualità. Sono sequenze di composizioni con riferimenti minimalisti alle sue ricerche. Nella selezione antologica dal titolo “Una autrice post-accademica” pubblicata da “Leggere: tutti online” (2016-2017) la narratrice propone una stilistica indipendente, suggerendo prospettive inusuali, analisi decisamente atipiche, presentando efficaci soluzioni a problemi particolarmente complicati, nel settore della biblioteconomia. L’autrice pratica sistematicamente l’autonomia filologica, commentando, chiarendo, chiosando, parafrasandosi, esprimendosi con narrazioni sui suoi propri racconti. Fa scienza, la consolida, la divulga. Per evitare fraintendimenti, oscuramenti concettuali, nell’epoca attuale, caratterizzata da rumore ideologico, da disattenzione, da confusione mediatica, da quell’imprecisione nella valutazione affrettata, che conduce spesso a deduzioni estemporanee, affermazioni arbitrarie sul suo racconto, lei scientificamente illustra le conseguenze sull’immaginario collettivo, dell’eccesso di connessione, indicando prassi alternative rispettose, per una sostenibilità comunicativa.
Nel 2017, l’autrice ha ideato una serie di algoritmi a garanzia della leggibilità sostenibile; dimostrando come sia diventato sempre più difficile, per giornalisti, docenti, editori, praticare la selettività consapevole, delineare percorsi di comprensione accurata, in una realtà omologata, caratterizzata dal ragionamento impoverito, avvilita da una costante iper-semplificazione del lessico, che diventa banalizzazione caricaturale, nei vari settori della conoscenza. Ha rilanciato in modalità narratologica, le conclusioni solide delle sue ricerche, scegliendo di trasmetterne il senso anche in lingua italiana, compattandone il contenuto stabile in compendi bibliografici, continuativi aggiornamenti, che ha inviato alle sedi estere di rappresentanza, affinché i sempre più numerosi emigrati italiani, non dimentichino di apprezzare, di salvaguardare la cultura, letteratura, lingua e le scienze italiane in una realtà comunitaria, globalizzata, che si va sempre più omologando, standardizzando, appiattendo, nelle modalità di mancato ascolto, di equivoco fragoroso, di evidente frastorno ideologico.
E’ rimasta a disposizione di coloro che, operando accademicamente o didatticamente nel settore della divulgazione scientifica e della selezione letteraria, intendessero interpellarla in merito agli evidenti problemi di smaltimento di teorie, che si siano rivelate erronee o parziali e di terminologie spurie, che siano state a loro affidate. Ha supportato chi le chiedesse di ricondurre il senso originario dell’espressione poetica all’autentico significato. Se una posticcia impalcatura ideologica, seppur predominante, nei settori della cultura, si rivela dannosa, l’autrice indica come rimuoverla, tutta o in parte. Se alcuni segmenti risultino ancora praticabili, lei stessa ne evidenzia la consistenza.
Ha fornito indicazioni specifiche, per riassorbire le connessioni corrette del sapere, occupandosi di distaccare e rimuovere le reti semantiche, che fossero state impropriamente inserite, sovrapposte,   sottese, promuovendo un riutilizzo ecologico, in raccolte differenziate, se opportuno, dei residuati lessicali, per evitare l’inquinamento cognitivo.
I suoi saggi di narrativa prescindono dalle opinioni affrettate e confuse vigenti, spesso considerate quadri di riferimento indiscutibili, seppur contengano affermazioni lesive del buon senso soprattutto nel settore della biblioteconomia di massa. Pur indicando apertamente le gravi contraddizioni della situazione attuale, elencando lei stessa, distorsioni, camuffamenti, contraffazioni, aberrazioni e derive pseudo-umanitarie, il suo resta un messaggio oggettivo, forte, pacato, di sicura speranza. Ricercatrice minuziosa, confida nella resilienza valutativa, operando, anche poeticamente, per il ripristino del ragionamento logico, nelle prassi decisionali, spesso dettate da pressioni estranee, basate su convinzioni pseudo-scientifiche e dottrine circolate arbitrariamente, prive di basi filologiche e storiche adeguate […]

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