Pubblicate le norme UNI per Archivisti e Bibliotecari

Si amplia il corpus normativo sulle professioni non regolamentate che, nel settore dei beni culturali, si consolidano anche grazie alla legge Madia, approvata a giugno

Le figure del bibliotecario e dell’archivista hanno ricevuto nuova linfa e un nuovo riconoscimento. A partire dalle due norme UNI appena pubblicate che riguardano le attività professionali non regolamentate: la UNI 11535 sulla figura professionale del bibliotecario e la UNI 11536 sulla figura professionale dell’archivista.
Raccogliere, selezionare, organizzare e rendere accessibili documenti e informazioni: è il ruolo del bibliotecario che, in tempi di catalogazione e gestione digitale, si è arricchito di compiti e funzioni, divenendo un “mediatore” tout court tra il patrimonio di conoscenze e gli utenti delle biblioteche.
“La norma elenca i compiti e le attività che sono comuni alla professione –  afferma Giovanna Merola, coordinatrice del Gruppo di lavoro UNI “Qualificazione delle professioni per il trattamento di dati e documenti” della Commissione Documentazione e Informazione –  mantenendo una flessibilità che tiene conto dei diversi contesti di riferimento (biblioteche pubbliche, private, specializzate, ndr) e dei diversi aspetti della professione. Ma senza abdicare ai principi del codice etico e deontologico adottato dall’AIB, Associazione Italiana Biblioteche”.

Garantire agli utenti l’accesso e la consultazione dei documenti- da quelli cartacei a quelli digitali-, delle informazioni possedute o accessibili- , erogare servizi di carattere educativo e culturale, selezionare, organizzare e tutelare le raccolte e la conservazione dei documenti, gestire i servizi informativi, svolgere attività di studio e di ricerca sulle discipline legate alla professione: sono alcuni dei compiti che la norma Uni stabilisce per il bibliotecario, a tutela e garanzia degli utenti ma anche del patrimonio culturale.
La norma traduce in un corpus organico e standardizzato l’insieme delle competenze e dei requisiti che negli anni la figura dell’archivista ha accumulato, complice la diffusione anche in questo settore della catalogazione digitale e della comunicazione in rete. La norma stabilisce i compiti fondamentali dell’archivista: governare gli archivi, promuovere presso la comunità e gli utenti la conoscenza dei materiali conservati, amministrare anche dal punto di vista finanziario e contabile la struttura.

La pubblicazione delle due norme, oltre ad essere coerente con le disposizioni della legge 4/2013 sulle professioni non regolamentate, riveste particolare attualità anche per la coincidenza con l’approvazione, nel mese di giugno, della legge per il riconoscimento dei professionisti dei beni culturali, la cosiddetta “legge Madia”, («Modifica al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di professionisti dei beni culturali, e istituzione di elenchi nazionali dei suddetti professionisti»), grazie alla quale alcune nuove professioni entrano nel codice dei beni culturali e altre, storiche, sono rafforzate nel loro valore.

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