Racconti nella rete: l’antologia 2019

Racconti nella Rete è diventato, in diciotto i anni di attività, il punto di rifermento nazionale per autori emergenti. Tra ottobre e maggio raccoglie gli scritti di autori giovani e meno giovani, persone con la passione per la scrittura che vogliono mettersi alla prova. Racconti nella Rete è un luogo dove ci si incontra, ci si conosce,  dove nascono amicizie, dove si stringono collaborazioni.  In molti casi è un punto di svolta. Non sono rari infatti autori che da qui sono partiti e hanno poi pubblicato le loro opere.  L’antologia 2019 edita da Castelvecchi (pp.156, Euro 12,00) raccoglie venticinque racconti di vario genere letterario, alcuni anche per bambini. Questi i venticinque scrittori vincitori: Linda Barbarino, Roberta Barbi, Marina Berta, Luca Bonacina, Silvia Bove, Nicola Buoso, Giuseppe Ciarallo, Paola De Donato, Michele Emidi, Sandro Maffei, Paola Maldonato, Grazia Marchese, Monica Menzogni, Cinzia Montagna, Maida Occhionero, Giovanni Pezzella, Mariaelena Prinzi, Anna Rosa Perrone, Ida Raiola, Vincenzo Rocco, Martina Scaramuzzino, Silvia Schiavo, Ezio Testa, Girolamo Titone, Luca Zambelli.   Il premio nasce nel 2002 da un’idea di Demetrio Brandi, giornalista e presidente del festival LuccAutori. Ogni anni pubblica un’antologia con i venticinque racconti selezionati come vincitori. Ogni antologia è resa ancora più speciale da un disegno di copertina che richiama al piacere della lettura. Per la copertina dell’ultima edizione, appena presentata a Lucca, il disegno è stato realizzato da Bruno Cannucciari, fumettista capace e conosciuto.  “I racconti che arrivano hanno i temi più svariati – dice Demetrio Brandi – dalla ricerca di sè, ai temi di ecologia, dalla fantascienza ai gialli, dall’attenzione all’ambiente a ricordi personali. Leggerli è un viaggio attraverso i pensieri degli altri che mi crea sempre grande emozione.”.   Una sezione infine è dedicata ai corti, vinta quest’anno da Katia Colica. Soggetti che prendono spesso spunto da scene di vita quotidiana e vengono poi trasferite su carta per concorrere a diventare un vero e proprio corto.

 

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