Romics, non solo fumetti!

Venticinque edizioni e un crescendo di successi, in termine di pubblico, di adesione da parte degli espositori e di attenzione da parte dalla stampa specializzata ma in particolar modo dalle tv, radio e stampa nazionale. Partito quasi in sordina nel 2001 nella Fiera di Roma, Romics, il Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games, con una prima edizione che ha contato 18.000 visitatori, è andato via via crescendo sia in termini di numeri che d’importanza fino a diventare une evento nazionale, ma con agganci internazionali, ad esempio, con l’Eurocosplay – MCM che si tiene a Londra e con il World Cosplay Summit che si tiene in Giappone.

Nel 2006 approda al nuovo polo fieristico che si trova a Ponte Galeria, nel 2013 la manifestazione raddoppia affiancando alla classica edizione di ottobre, un secondo evento previsto ad aprile, e infine nell’ottobre 2015 sfonda il muro delle duecentomila presenze nei quattro giorni dell’edizione autunnale. Artisti del fumetto, animazione, illustratori, sceneggiatori premiati con i Romics d’Oro, mostre a tema, collaborazioni universitarie, concorsi, Premio nuovi talenti e da qualche anno a questa parte una significativa presenza di scrittori che potremmo definire “tradizionali”. Ad esempio, nell’edizione di ottobre 2018 Simonetta Agnello Hornby ha presentato il suo romanzo per ragazzi “Rosie e gli scoiattoli di St. James”, scritto a quattro mani col figlio George e illustrato da Mariolina Camilleri, insegnante di tecniche pittoriche e illustratrice di libri per bambini. L’ultima edizione, inoltre, ha visto la presenza di Licia Troisi che ha raccontato al pubblico l’ultima sua creazione “L’isola del santuario”, il terzo capitolo della Saga del Dominio Fantasy, ma non è stata l’unica, poiché la XXV edizione del Romics ha visto un significativo incremento in termini di adesioni di autori.

Ma a spiegare i motivi di un simile cambiamento sarà proprio Sabrina Perucca, Direttore Artistico di Romics


Romics non solo fumetti, per dirla con una battuta, ma voi come vi spiegate questa crescente presenza di autori cosiddetti tradizionali?

Romics è divenuto negli anni l’imperdibile appuntamento per operatori e appassionati, un work in progress di idee, contenuti e persone in una ricetta unica in cui convivono, nel rispetto delle varie specificità e nelle molteplici possibilità di interazione, gli ingredienti di Romics: fumetto, cinema, illustrazione, narrativa, game e videogame. I linguaggi dell’immaginario ci aiutano a comprendere e a riflettere sulla realtà, a farne metafora, a fare autoironia, ad approcciare i grandi temi del nostro tempo e provare ad avvicinarli da molteplici punti di vista. Proprio per questo particolare format di Romics anche scrittori di narrativa trovano un contesto ideale per portare e presentare le proprie opere, e hanno la possibilità di incontrare un pubblico curioso e anche sempre più competente, alla ricerca di nuovi mondi immaginifici.

Quanto è importante per gli scrittori e le case editrici essere presenti al Romics?

Romics ha aperto negli anni importanti collaborazioni con le case editrici di narrativa, che trovano nella manifestazione un contesto sempre più interessante per le loro proposte e la possibilità di sperimentare nuovi formati, testare un pubblico molto esteso e con una fascia di età molto molto ampia. Nel programma di Romics infatti le proposte, gli incontri, i workshop sono suddivisi nelle varie sale e nei palchi per pubblici con diverse fasce d’età: dal laboratorio ludattico per i kids, alle attività per i ragazzi, fino ai panel per appassionati e i professionisti. Il tutto sempre con la possibilità di conoscere da vicino i grandi autori presenti.


Chi riscontro avete avuto da parte del pubblico?

Il pubblico di Romics è un pubblico straordinario, non solo numericamente (con 400.000 presenze annuali nelle due edizioni di aprile ed ottobre è una delle manifestazioni più seguite in assoluto della capitale), ma per la passione con cui segue le attività proposte. Un pubblico che è sempre più competente, entusiasta, a cui piace sperimentare insieme a noi nuove proposte e nuovi format.

Che cosa amano leggere?

Come accennavo, la fascia di età del pubblico di Romics è molto ampia, quindi anche le proposte sono molto diversificate. Si va dai libri per bambini e ragazzi fino alle graphic novel e alla narrativa. Anche con scelte “geografiche” possiamo dire, in particolare per quello che riguarda il fumetto, dunque appassionati di manga, o di fumetto supereroistico americano fino alla Bande Dessinée francese. Cerchiamo sempre però, con le proposte di panel, incontri e mostre, di stuzzicare la curiosità del lettore, quindi di valicare sicuramente i confini e permettergli di sperimentare nuovi generi e formati.

E per concludere qualche anticipazione per l’edizione di ottobre?

Ci aspetteranno grandi nomi del fumetto, del cinema e della letteratura internazionale, con l’assegnazione del Romics d’Oro ai grandi Maestri, figure fondamentali del nostro immaginario contemporaneo. Vi sveleremo presto i nomi… Tra i temi che distingueranno l’edizione di ottobre: la fantascienza, nelle sue declinazioni in narrativa, fumetto e cinema e la sua straordinaria capacità di essere metafora del contemporaneo; la scrittura e il disegno al femminile, c’è un numero sempre più crescente di artiste che con grande forza danno voce a storie straordinarie, e Romics dedicherà a queste voci, penne e matite uno spazio sempre più ampio!

di Andrea Coco

 

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