Simona Sparaco vince il premio DeA Planeta

Simona Sparaco è la vincitrice della prima edizione del Premio letterario DeA Planeta, promosso da DeA Planeta Libri, con l’opera inedita Nel silenzio delle nostre parole, un romanzo corale sulle distanze invisibili che spesso ci separano dalle persone che abbiamo accanto. La vincitrice già finalista al Premio Strega e al Premio Bancarella, si è aggiudicata il premio pari a 150.000 Euro, la pubblicazione in Italia con DeA Planeta e in lingua spagnola con case editrici del Gruppo Planeta, insieme alle traduzioni in inglese e francese.
«È una doppia vittoria per me. La stesura di questo libro – spiega Simona Sparaco– mi ha accompagnato durante tutta la gravidanza. E non era un libro facile da scrivere in quelle condizioni. Ma quando ho saputo che la data di consegna dei manoscritti per il bando coincideva con la presunta data del parto, ho letto questa coincidenza come un segno e mi sono fatta coraggio. Tommaso è nato insieme al libro, due mesi fa, e insieme a suo fratello Diego mi ha suggerito il nome da scegliere per lo pseudonimo. Mi hanno fatto da cavalieri, per sostenermi qualora il romanzo non fosse stato notato, e mi hanno regalato l’emozione di essere letta dai giurati come se fossi un esordiente, e uomo. Sono davvero molto onorata ed emozionata! Le storie dei miei personaggi si ispirano ai fatti realmente accaduti nella Grenfell Tower di Londra, che nel 2017 prese fuoco, scioccando mezzo mondo, me compresa. Le mie storie però sono una finzione che mi è servita come pretesto per raccontare la difficoltà di comunicare tra genitori e figli, l’incapacità di mostrarci, proprio alle persone che ci sono piu’ vicine, per quello che siamo”
Il Premio DeA Planeta ha registrato una grande partecipazione, destando l’interesse di scrittori noti o esordienti da ogni regione d’Italia e anche dall’estero. Infatti, tra le 1.244 candidature arrivate, ci sono state opere provenienti da diversi Paesi europei, dall’America e dall’Australia, e da cittadini di origine straniera che vivono in Italia e scrivono nella nostra lingua.
Sono state 75 le opere non ammesse perché non inedite o destinate a un pubblico non adulto, mentre gli autori regolarmente in concorso sono stati 1.169, di cui 208 hanno scelto di utilizzare uno pseudonimo, come la vincitrice del Premio. Tutti i generi letterari sono rappresentati, con una prevalenza della narrativa noir e thriller, del fantasy e delle storie vere.
Gli altri quattro romanzi finalisti erano: La marocchina di Silvia Bottani, La congregazione di David Mancini (pseudonimo), Io sono luce di Rosa Matteucci e L’esercizio di CP (pseudonimo).

 

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