Sogni e altiforni – Piombino Trani senza ritorno

Dopo il successo di Calcio e Acciaio – Dimenticare Piombino , Gordiano Lupi torna in libreria in veste di scrittore  con  Sogni e Altiforni – Piombino – Trani senza ritorno, scritto in collaborazione con Cristina De Vita;  di seguito, troverete un’esauriente traccia dell’introduzione al libro a cura di Stefano Tamburini

Il protagonista è un ex grande calciatore, partito da una piccola cittadina di provincia per poi rientrarci a giocare, ad allenare e soprattutto a vivere con il suo carico di noia e di rimpianti. Rimpianti mai del tutto confessati, neanche a se stesso, completamente incapace come è di amare come vorrebbe. E sullo sfondo restano anche le contraddizioni di un’epoca difficile, quella dei nostri giorni, in tante realtà come Piombino. A un certo punto della narrazione troverete una frase stupenda: Non potete togliermi il profumo del tempo passato. A me ha colpito perché è quel profumo che molti della mia generazione continuano a sentire pur sapendo che ormai quell’odore è andato perduto ma sono felici di trovare il modo di rinfrescarlo, perché aiuta a capire meglio anche gli odori nuovi, quelli che ammantano il non sapere come sarà il domani. Di ognuno nel particolare e nel complesso di tante comunità come quella rappresentata da Piombino e anche da Trani, dove ci sono l’altro stadio e l’altro scenario d’amore che si intreccia nella doppia narrazione di questo romanzo. A un certo punto Gordiano Lupi lo scrive chiaramente: Basterebbe poco, forse. Ma quel poco è troppo, per chi rimpiange un passato d’acciaio, per chi s’illude d’un presente di perduto acciaio, per chi ricerca un futuro che riporti in vita l’acciaio. Sostituite la parola acciaio con quel che nei tempi andati ha offerto lo slancio alla vita e alla crescita, economica e civile, di molte comunità e troverete lo sfondo su cui far rivivere anche tante altre storie mai scritte.

 

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con Futuro Europa, Inkroci, Valdicornia News e altre riviste. Dirige le Edizioni Il Foglio Letterario. Traduce molti scrittori cubani. Tra i suoi lavori ricordiamo: Nero Tropicale, Cuba Magica, Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura, Almeno il pane Fidel, FelliniA cinema greatmaster, Fame – Una terribile eredità, Storia del cinema horror italiano in cinque volumi, Soprassediamo! – Franco & Ciccio Story, Gloria Guida, il sogno biondo di una generazione, Tutto Avati – Il cinema di Pupi Avati. Ha tradotto La ninfa incostante di Guillermo Cabrera Infante (Sur, 2012). I suoi ultimi romanzi – Calcio e acciaio – Dimenticare Piombino (2014) e Miracolo a Piombino - Storia di Marco e di un gabbiano (2016) – sono stati presentati al Premio Strega. Blog di cinema: La Cineteca di Caino (http://cinetecadicaino.blogspot.it/). Blog di cultura cubana e letteratura: Ser Cultos para ser libres (http://gordianol.blogspot.it/). Pagine web: www.infol.it/lupi. E-mail per contatti: lupi@infol.it

 

Cristina de Vita. Nata e cresciuta a Statte in provincia di Taranto, vive a Bari con la figlia Annalaura, dove si è laureata in Lettere e Filosofia con una tesi in Antropologia Sociale, amante dei libri e delle buone maniere ha partecipato e vinto in diversi concorsi di poesia nazionali ed esteri. Annovera diverse collaborazioni in ambito turistico/culturale per la promozione della Puglia: ha collaborato con Lucio Dalla per la realizzazione del Festival “Il mare e le stelle” alle isole Tremiti,  nell’ambito del Festival Itinerante della Letteratura “Spiagge d’autore” ha curato gli incontri con Carlos Albert Montaner, Gordiano Lupi e Abbas Kiarostami. Impegnata come ideatrice e curatrice di una serie di incontri su Fernando Pessoa, ha curato il giro di presentazioni di Juan Martin Guevara con il suo libro “Il Che, mio fratello”. Da sempre attenta ai fenomeni sociologici e antropologici collabora attivamente con testate giornalistiche e associazioni del territorio.Gordiano Lupi & Cristina de Vita

Sogni e altiforni – Piombino Trani senza ritorno

Acar, Milano, 2018 – Euro 15 – Pag. 330

 

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