Storie in copertina

Dieci parole potevano bastare e, nonostante si trattasse di una risposta a una lettera in cui si parlava di carattere (forse anche di stanchezza e depressione? «ha ormai stancato e lo deprimerebbe»), non occorreva replicare per lettera: quelle dieci parole potevano trovare posto in un telegramma, quattro per un saluto preceduto da un invito alla calma «stai tranquillo caro Massimo» seguite da tre per chiarire che l’azione era stata intrapresa «copertine già cambiate». E per finire, dopo un «affettuosamente» di rito, la firma di un protagonista della cultura e dell’industria del libro di altri tempi, stiamo infatti rievocando un fatto accaduto tre quarti di secolo fa: «Arnoldo Mondadori». L’editore aveva ricevuto le rimostranze di Massimo Bontempelli: se la collana si chiamava “Lo Specchio” un motivo c’era e Riccardo Giuseppe Mereu, nel suo saggio contenuto in Storie in copertina – Protagonisti e progetti della grafica editoriale, ci descrive tecnicamente e tipograficamente la configurazione della copertina che recava in un grande rettangolo verticale «una vistosa cornice argentata a motivi floreali» al fine di dare un’«impressione di uno specchio in stile barocco»… e l’ammiccamento al barocco certo non piaceva al moderno Bontempelli che rilevava come la collezione, e cioè la collana “Lo Specchio”, fosse invece, sia per forma che per contenuto, «così nettamente novecentesca». Nacque così la nuova copertina della collana, il nuovo abito del libro che in comune con la versione precedente non aveva forse nulla, eccettuato il 12,8 x 19,4 del formato e la confezione in brossura cucita: dalle volute baroccheggianti dello specchio e dall’alternarsi di maiuscole & minuscole con uso di corsivo calligrafico si passava all’uso esclusivo del maiuscolo e alla rigorosa ortogonalità di una sequenza di rettangoli, tre bande orizzontali con la banda inferiore ad ospitare un rettangolo rosso con il nome dell’editore in bianco.

Altro saggio, altre case editrici: Simona Corsi ne Il grafico che disegna storie ci parla di Riccardo Falcinelli, da minimum fax a “Stile libero” Einaudi, e ci racconta delle tre cose a cui, secondo Falcinelli, devono assomigliare le copertine: «al libro che racchiudono, all’editore che lo pubblica, al lettore che lo compra». Naturalmente di Einaudi, da sempre raffinato esempio di scelte grafiche, si parla diffusamente in questo volume concepito dalle Edizioni Santa Caterina come Quaderno del Master di editoria: con Una mano di bianco(saggio di Matteo Giorgi) si ripercorre l’avvincente storia e il complesso percorso nella grafica e nelle copertine dei tascabili Einaudi. Il volume riporta inoltre studi, vicende e aneddoti relativi a molte altre case editrici, italiane e straniere.

Recensione di  FEDERICO MUSSANO

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Quaderni del Master di editoria

Storie in copertina

Protagonisti e progetti della grafica editoriale

Edizioni Santa Caterina, 2014

pp. 298, euro 12,00

ISBN 978-88-96120-20-0

 

 

 

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