Sull’archivio diaristico nazionale

di Loredana Simonetti

Sulla scia della mia ultima recensione del romanzo Sangue giusto, in cui l’autrice Francesca Melandri cita l’Archivio Diaristico Nazionale come il primo dei luoghi in cui ha svolto ricerche per il suo libro, numerosi lettori mi hanno chiesto maggiori informazioni sull’Archivio.

Fondato da Saverio Tutino, noto giornalista e corrispondente in diversi paesi negli anni 70, l’Archivio Diaristico Nazionale, che ha sede a Pieve Santo Stefano in provincia di Arezzo, oggi è un importante riferimento storico della vita sociale e intima delle famiglie comuni italiane, con oltre 7.000 documenti consultabili tra diari, epistolari e scritture autobiografiche, un patrimonio straordinario di vite vissute, depositate e conservate con cura dai collaboratori dell’Archivio.

È stato costituito nei quarant’anni successivi al secondo conflitto mondiale ed è una casa della memoria, un archivio per conservare scritti di memorie private delle famiglie italiane, perché la vita di ogni persona è importante.

Diceva Mark Twain: “I due giorni più importanti della tua vita sono quelli in cui sei nato e quello in cui ne capisci il perché.”. Questo pensiero, di grande efficacia, delimita il confine della vera maturità di un essere umano ed è un fenomeno sempre più verosimile. Si arriva ad una determinata età, variabile da persona a persona, in cui ci si chiede il perché della propria esistenza. Scienza e fede possono essere di supporto in questa ricerca, ma anche nella più pura laicità i ricordi personali diventano un prezioso bagaglio che non si vuole disperdere. Spesso un motivo è lo sguardo alla vita che resta, che diminuisce sempre di più rispetto a quella vissuta, oppure la nascita dei nipoti nel futuro nella propria specie, ma più semplicemente è la necessità di lasciare un segno del proprio passaggio, affinché la vita vissuta non diventi solo cenere.

Segnalo il link con il quale potrete accedere al sito dell’Archivio e, naturalmente, usufruire di informazioni molto più dettagliate delle mie, ma vi suggerisco soprattutto un buon fine settimana da trascorrere tra Borgo San Sepolcro e Pieve Santo Stefano, visitando personalmente il piccolo museo del diario, che è un intenso percorso multisensoriale e interattivo nato per raccontare l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano e le preziose testimonianze autobiografiche che esso conserva.

 

http://archiviodiari.org/index.php/home.html

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