Trump. Vita di un presidente contro tutti

di Edoardo Monti

«Trump non è un intellettuale ma ha colto il senso del tempo. Potrebbe rivelarsi la risposta sbagliata a problemi reali e a rivendicazioni fondate. Demonizzarlo non serve. Non aiuta a capire». Così scrive il giornalista Gennaro Sangiuliano (vicedirettore del Tg1 e collaboratore del “Sole 24 Ore”) nelle pagine introduttive di questa biografia dedicata a Donald Trump, il magnate newyorchese divenuto – contro ogni pronostico ufficiale – il quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Quando, nel 2015, Trump annuncia la propria candidatura alla Casa Bianca, la maggior parte dei più influenti media statunitensi non lo prende affatto sul serio, volendo vedere, in tutto ciò, niente più che un atto di marketing inteso a far parlar di sé: la ‘carnevalata’ di un personaggio esibizionista e un po’ grossier, abituato da decenni alla ribalta delle cronache, nonché dotato di un fiuto incredibile per gli affari. Il pubblico americano ha infatti dimestichezza con le vicende personali di questo figlio della Grande Mela – il cui patrimonio, oggi, spazia dal settore immobiliare ai casinò sino al mondo della TV, collocandolo fra gli uomini più ricchi del pianeta.

A un certo punto però – allorché il fenomeno Trump ha cominciato ad acquisire una sua rilevanza politica – un certo establishment culturale (anche sui media sopracitati) ha dato inizio a una campagna dai toni sempre più denigratori nei riguardi del noto imprenditore, dipingendolo come un uomo politicamente inaffidabile, sessista, inelegante e dalle posizioni aggressive: insomma, quelle che vellicano gli istinti peggiori d’un popolo.

Eppure, quel popolo ha premiato Donald Trump, tra lo sconcerto dei politologi e dei sondaggisti più eminenti, e nonostante parecchi nomi di spicco dello star system si sian schierati a favore della sua sfidante Hillary Clinton.

Perché? Cosa è accaduto?

Sangiuliano prova a rispondere anzitutto ripercorrendo, sin dall’inizio, la storia personale del tycoon. A cominciare dalle origini tedesche della sua famiglia, e dalla giovinezza passata in un severo liceo militare prima d’accedere agli studi universitari di economia. Ne viene fuori, da subito, un’immagine dell’uomo più complessa di quella restituitaci dai media. Soprattutto – e qui l’autore arriva al nucleo della questione –, non si comprende il successo politico di Trump senza contestualizzarlo in un particolare clima storico.

Ben pochi tra i suoi avversari (uno è stato Michael Moore) hanno capito come la figura del magnate ‘ribelle’, così estranea ai salotti del politicamente corretto, potesse incarnare la protesta silenziosa dell’elettore comune angosciato dalle incognite del mondo attuale. Un elettore sempre più impoverito, precarizzato non solo materialmente ma anche nelle sue certezze. E che non nutre più fiducia nel sogno globalista professato da élite politiche ormai sempre più distanti.

Trump ha saputo parlare – anche se a volte in modo grossolano – alla ‘pancia’ delle persone, dicendo ciò che molti pensano ma non esprimono, in aperta opposizione a un perbenismo delle forme e delle terminologie di stampo intellettuale e liberal.

Non c’è concerto di grande star o endorsement culturale in grado di cambiar il fatto che molta gente, nel magma del mondo globalizzato, percepisca insicurezza e una graduale perdita d’identità. Proprio questo sembra dirci Sangiuliano con il suo libro, invitandoci ad analizzare simili istanze e fenomeni del mondo contemporaneo con sguardo libero da preconcetti, in modo tale da farci un’idea dei possibili sviluppi futuri nella politica dell’Occidente (Europa inclusa).

 

GENNARO SANGIULIANO

Trump. Vita di un presidente contro tutti

Mondadori, 2017

pp. 288, euro 22,00

recensione pubblicata su Leggere:tutti N° 117 Dicembre 2017

 

 

 

 

Lascia un Commento