Una biblioteca per non dimenticare dedicata a Giulio Regeni

Mercoledì 30 ottobre nella cittadina di Fiumicino (Roma) è stata inaugurata una nuova biblioteca comunale dall’associazione Alexandrea- Amici della biblioteca.
E’ stato scelto di intitolare questa nuova struttura al ricercatore friuliano ucciso al Cairo Giulio Regeni.
Alla presenza del sindaco Esterino Montino la mattina del 30 ottobre è stata scoperta una targa in onore del ricordo del giovane. In seguito, il sindaco ha voluto sottolineare come “Questa intitolazione ha due significati. Il primo è quello di non perdere mai la memoria davanti a fatti drammatici. Vogliamo riaffermare un principio universale: che davanti a questi drammi non si può dimenticare. Bisogna far ricordare e studiare, soprattutto i più giovani che sono affamati di notizie. Il secondo significato è che anche noi auspichiamo che si faccia chiarezza perché ci sono repsonsabilità, anche ai vertici di uno stato. La ricerca della verità e della chiarezza su un omicidio così brutale è assolutamente indispensabile. Ecco perché da qui leviamo un appello, soprattutto alle autorità nazionali, perché si faccia tutto quello che è nelle nostre possiiblità per arrivare alla Verità per Giulio Regeni. Non possiamo accettare che rimanga un buco nero”.
All’evento erano stati invitati anche i genitori di Giulio Regeni Paola e Claudio, che però non hanno potuto prendere parte all’inaugurazione. Hanno, così, inviato una lettera, in parte letta da Montino durante la cerimonia: “Giulio amava i libri e sono stati i suoi migliori amici – scrivono i genitori – Un pensiero particolare a tutti i bambini e giovani che si recheranno nella Vostra biblioteca e potranno avvicinarsi, così, alla tragedia di Giulio. Per la nostra famiglia è importante essere affiancati da persone ed ad iniziative che vogliono sostenere la ricerca di Verità e Giustizia, non facendo cadere nell’oblio la tragedia di Giulio, com’è bel simboleggiato dagli striscioni gialli e dai bracciali gialli. Giulio era un giovane che cercava di vivere con coerenza i suoi valori, implementandoli anche con la sua ricerca accademica, credeva molto in quello che faceva, ma ora è divenuto un simbolo della mancanza di rispetto dei diritti umani. In questo periodo, più che mai pensiamo che la convivenza civile debba anche basarsi sul rendere giustizia e verità ad ogni persona e vincere con l’azione costante l’indifferenza morale che ci circonda”.

Martina Pia Picariello 

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