Una guida fra punti letterariamente rilevanti con percorsi critici appositamente rilevati

Le prose cosiddette “minori” sono spesso ignorate, restano quasi ignote. Le narrative periferiche, a volte sconosciute, possono essere meno pervase dalla propaganda di recensioni prevedibili, quindi più inclini a ospitare visioni atipiche, interessanti, del tutto diverse da quelle della maggioranza degli autori più visibili.

Voci, che non sono necessariamente considerate fra le più rappresentative di una epoca.

La ricerca in corso, in aree di lettura meno frequentate, tende a essere più obiettiva, meno condizionato il frequentatore, non esposto costantemente ai venti e alla pressione dell’ ideologia predominante.

L’autrice, Graziella Tonfoni,  discretamente allinea commenti rapidi, note ripide, nel suo girovagare fra le sue stesse inesplorate pagine, sostando sugli gli interstizi, affacciandosi alle interlinee, segnalando le frasi più significative, facendosi redattrice di una guida turistica, manuale costantemente aggiornato sulle  sue narrazioni, tanto esauriente da non richiedere neppure una visita completa ai luoghi concettuali, descritti nelle minuziose prose, affiancate sintesi, in continuo movimento.

Essenziale è promuovere una consapevolezza letteraria regionale, intesa come avvicinamento di una prassi critica, che valorizzi le composizioni locali, che dimostrino un senso, nel pieno rispetto dei bisogni significativi delle varie zone, senza creare eccedenza di offerta acritica in settori, che non riescano ad assorbire quantità di proposte di lettura superiori alla possibilità materiale dei filologi attualmente in servizio, di scalare montagne di pagine, di distinguere fra verbi, di selezionare dizionari, per consigliare sinonimi, con cognizione di causa, indicando le punteggiature accessorie, indispensabili a raggiungere le punte di eccellenza.

Le tappe periodicamente presentate, sono una mappa complessiva, vero e proprio orienteering narratologico, che mostra, ai bibliotecari, una sequenza di traiettorie di percorrenza chiare, dettagliate.
La misurazione della difficoltà effettiva nel comprendere le molteplici sfaccettature, passa per la biforcazione dei sentieri editoriali, la diversificazione dei tratturi di traduzione plausibili, implica una logica limitazione logistica, nell’attuale eccesso di accesso. L’autrice pare volere organizzare solo piccoli gruppi di acuti osservatori, esperti accurati, pronti per una avventurosa spedizione, fra spazi interpretativi angusti, stretti passi, pianeggianti note.

La meta reale sembra essere proprio l’apparato critico, da lei predisposto, da raggiungere come un rifugio, popolato, gestito autonomamente da una accademia di specialisti, che non deve essere oberata da una quantità di visitatori, tale, da non permettere la selezione più suggestiva, nel panorama vasto delle pagine rilevanti, da rendere testimonianze rivelatrici, durature nel tempo, di chi seppe raggiungere tali vette lessicali. La narrativa odierna, della scrittrice che procede ai piccoli passi,con allegato punto di vista, richiede un profondo respiro. Non è misurabile nell’arco di pochi mesi, ma sarà conteggiabile nei suoi saggi, sui lunghi periodi. Difficoltà evidenti, ostacoli momentanei nell’apprezzare picchi di qualità, possono facilmente ricomporsi, mentre fratture dovute a giudizi affrettati, erronei balzi, necessitano molta fatica. Importante, per ogni critico, mantenere saldi, intatti, concetti stabili, senza mai rinunciare alla conservazione delle proprie radici culturali, nella salvaguardia delle rispettive matrici linguistiche.

La testimonianza di ripetizione, di replica, di riproposta, in unica formula letteraria, come pacchetto di viaggio filologico, intende fornire un esempio per scrittori e scrittrici, che provengano da diversi ecosistemi culturali e propongano la traduzione letterale, meccanica, della loro originaria prosa, senza avere prima valutato le compatibilità linguistiche, le distanze soprasegmentali, le idiosincrasie lessicali.

Data la natura assai complessa, la distinzione fra temi, la differenziazione dei percorsi filologici  diventa prassi necessaria, fra svariati e distanti periodi della ricerca, effettuata personalmente dall’autrice. La compattazione logica di ogni fase ideativa si rende indispensabile.

Ancora una volta è la voce scrivente della scienziata, interpellata guida, a precisare, a contestualizzare, a commentare la sua “narrativa ramificata”, rappresentazione coerente dell’abbacinante contemporaneità, in un paesaggio glaciale, che non si scioglie, non si sfoglia, non si sfalda.

Indica chiaramente quelle trame, che considera resilienti paragrafi da recensire. Sulla base delle soste riflessive sicure, invita a esprimere un giudizio oggettivo, che permetta la corretta trasmissione bibliografica. In una soluzione editoriale in transito e in transizione, ove siano contenute le analisi dei maggiori problemi della attualità contingente, affiancate dalle traiettorie salienti, per scalate possibili. Meta indicata da raggiungere: una frase unica, un capitolo non abbacinante, che riverberi, piacevolmente, le più stabili espressioni idiomatiche, accompagnate da spettacolari, robuste soluzioni tecniche.

 

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